Covid, Merola: "Se la situazione peggiora, costretti a riconvertire i reparti ospedalieri"

Il sindaco mette in guardia: "Per ora, stiamo riuscendo ancora a garantire anche le prestazioni normali più urgenti"

Con più 513 casi di positività (16.013 dall'inizio della pandemia) e 67 pazienti ricoverati in terapia intensiva, secondo l'ultimo bollettino, a Bologna la situazione del sistema sanitario "è sotto controllo, lo posso dire, grazie allo sforzo degli operatori". Lo assicura il sindaco Virginio Merola intervistato oggi da TgCom24: "Stiamo riuscendo ancora a garantire anche le prestazioni normali più urgenti" ma "vogliamo evitare di dover dismettere strutture per dedicarle unicamente al Covid, al momento questo non sta succedendo ma - avverte Merola - sicuramente se la situazione peggiorerà, invece, dovremo arrivarci. Per cui dipende da noi. Comprendo tutte le perplessita'", ma il momento "richiede ancora uno sforzo".

I ricoveri in ospedale: obiettivo 700 posti letto

Se la sanità bolognese riuscirà a mettere insieme 700 posti letto per il covid, "riusciremo a farcela" anche in questa seconda ondata. A fissare l'asticella è Paolo Bordon, direttore generale dell'Ausl di Bologna, intervenuto questa mattina alla presentazione del bilancio sociale 2019 di Aiop.

In ospedale si fa spazio ai ricoveri Covid: "Offerta integra all'80 per cento"

Lo sforzo riorganizzativo peraltro "è ancora in atto- continua il direttore dell'Ausl- nel fine settimana l'ospedale Maggiore ha riconvertito 18 letti, mettendo insieme le urgenze dell'otorino e dell'ortopedia, mentre il Sant'Orsola ha tramutato una medicina interna in un reparto covid".

Covid, tracciamento, pronto soccorso e ricoveri: la situazione a Bologna

Nel complesso, conteggia Bordon, "l'Ausl ha 300 letti messi a disposizione, dalla terapia intensiva ai casi sospetti, e 180 al Sant'Orsola. Una risposta importante". Finora, comunque, "degli sforzi sono stati fatti -rivendica il direttore- l'ospedale di Bentivoglio è stato riconvertito tutto a covid, tranne il punto nascita e una parte della cardiologia. E stiamo cercando anche di preservare altre strutture come il Bellaria e l'ospedale Porretta". Inoltre, la speranza è "tornare presto a riconvertire in 'pulito' anche l'ospedale di San Giovanni in Persiceto", a servizio della parte oncologica.

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