Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Morte Michele Merlo, accuse a Regione e Ausl: "Silenzio sta facendo passare medici per incompetenti"

Dall'accusa dell'uso di droghe alle toccanti parole di mamma Katia. Al dolore per la scomparsa si affianca la voglia di chiarezza e la rabbia. Interviene anche la politica e tira in ballo "il grande tema dell'impoverimento dei servizi, frutto delle errate scelte della politica, che però si riempie le tasche dicendo di voler potenziare l'ospedale di Vergato"

Il dolore per la scomparsa di un ragazzo di soli 28 anni viaggia di pari passo con la rabbia e la l'esigenza di chiarezza, quantomeno. Capire se si sia fatto il possibile o se ci sia stata una qualche negligenza nell'operatore dei sanitari nel prestare i soccorsi al cantante Michele Merlo, stroncato da un'emorragia cerebrale causata da una leucemia fulminante.

Mentre la famiglia chiede di dipanare 'le ombre' e ha avviato un'azione legale, la Procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, atto dovuto per andare a fonda alla questione.  Intanto l'Ausl aveva già avviato una indagine interna per capire come ci si è mossi tra il pronto soccorso di Vergato (dove Merlo si era recato ed era stato rispedito a casa) e i soccorsi avvenuti il giorno successivo, quando poi l'ex concorrente di Amici ha avuto una grossa crisi ed è finito al Maggiore, dove è stato operato.

La voglia di chiarezza è anche nei cittadini, nella politica locale. Ieri sera a Vergato è stato approntato un sit-in davanti al pronto soccorso. "Siamo indignati - hanno urlato i manifestanti -  abbiamo un ospedale che potrebbe essere un fiore all'occhiello e invece è stato sempre e solo depotenziato, e l'ultima tragedia avvenuta è un dramma che non può e non deve ripetersi. Saranno le autorità competenti a verificare cosa è accaduto, ma è inutile negare che il pronto soccorso non aperto notte e giorno non permette di aiutare chi ha bisogno immediatamente. Tutto questo è una vergogna".

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Morte Michele Merlo, accuse a Regione e Ausl: "Silenzio genera confusione"

Forza Italia interviene sulla vicenda e chiede all'Ausl di Bologna e alla Regione Emilia-Romagna di dare "comunicazioni certe in tempi brevi a tutela di tutte le parti: la famiglia e i medici non coinvolti". In una nota, infatti, la consigliera metropolitana Erika Seta e Morris Battistini, capogruppo a Marzabotto, si dicono "profondamente amareggiati e stupiti dal silenzio dell'Ausl e della Regione, mentre su tutti gli organi di stampa si sta lasciando svolgere un processo al presidio ospedaliero di Vergato, ormai a reti unificate gettato nel discredito e il cui Pronto soccorso viene già condannato per aver dimesso un paziente senza fare una giusta diagnosi".  Da parte loro, Seta e Battistini dichiarano che se fosse dimostrato che a Vergato i sintomi manifestati da Merlo  sono stati sottovalutati "sarebbe gravissimo, ma ancora non pare accertato". Peraltro, osservano, "si parla di accesso alla continuità assistenziale che nulla ha a che fare con l'ospedale, per quanto le sedi siano, erroneamente, attigue. Perché l'Ausl non lo fa presente a chiare lettere?".

E visto che "non ci pare così complesso accertare quale sia stato l'iter sanitario di un paziente, non possiamo giustificare in nessun modo questo lungo silenzio e l'abbandono in cui si trovano tutti i professionisti che in quell'ospedale lavorano e che hanno dimostrato abnegazione e dedizione al loro ruolo".

Oggi, accusano i due esponenti berlusconiani, "il silenzio sta facendo passare quei medici per incompetenti, se non peggio", e questo "apre il grande tema dell'impoverimento dei servizi, frutto delle errate scelte della politica, che però si riempie le tasche dicendo di voler potenziare l'ospedale di Vergato". Secondo Seta e Battistini, insomma, "questa vicenda doveva già essere chiarita, perché chi ha sbagliato si assuma le sue responsabilità e chi non ha responsabilità non sia additato", mentre "questo prolungato silenzio che genera solo confusione, e sarebbe davvero terribile se fosse usato contro l'ospedale nel progetto di riassesto della sanità dell'Appennino, dove tale struttura potrebbe essere svilita".

Genitori straziati. Dall'accusa dell'uso di droghe alla toccante dedica di mamma Katia  

Intanto ci sono due genitori a caccia di verità. Nei giorni scorsi il papà di Merlo aveva  denunciato: "Mio figlio è stato mandato via dal pronto soccorso il giorno prima dell'operazione. Lamentava dei sintomi che un medico accorto avrebbe colto". Da chiarire anche l'intervento del 118, avvenuto il giorno seguente. Intervento definito dal padre di Michele "burrascoso". L'uomo ha infatti parlato di comportamento dei sanitari "quantomeno inidoneo" raccontando alla stampa locale che il figlio "aveva le convulsioni e perdeva sangue dal naso; probabilmente l’operatore non sapeva gestire la situazione. Fatto sta che ha avuto un comportamento e ha detto frasi decisamente fuori luogo. Al limite dell’insulto e della violenza". Di oggi l'ultima accusa di Domenico Merlo, sulle pagine del Carlino:  "Mio figlio è stato respinto dall’ospedale di Vergato e accusato di aver fatto uso di droghe". 

Parallelamente alla rabbia, c'è lo straziante dolore. Come quello di una madre che perde l'unico figlio. Improvvisamente. A soli 28 anni. . Al coro di affetto virtuale che viaggia in rete nelle ultime ore e che non smette di celebrarne la memoria, si sono aggiunti i pensieri dei genitori di "Mike Bird". 

"Ciao amore mio grande. Saluta tutti lassù. Però ricordati che qui sotto ci siamo noi e sarai tu che dovrai darci la forza per andare avanti, altrimenti non ce la possiamo fare!!! ok? Sarai sempre la mia vita. “Mamma Katia”, mi chiamavi sempre così. Ti amo. Ti abbraccio con la tua canzone preferita", ha scritto sui social la signora Merlo, accompagnando il testo al brano 'Nuvole Bianche' di Ludovico Einaudi. Le sue parole si uniscono così a quelle del marito Domenico che pure aveva rivolto al figlio un pensiero altrettanto esaustivo di uno stato d’animo devastato dalla scomparsa dell’adorato Michele: "Questa sera guardate tutti il cielo, troverete una stella, la più luminosa è Michele. Vi abbracciamo tutti, vi voleva un gran bene. Noi vi vogliamo un bene immenso. Grazie".

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