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Migranti, dopo flop bandi acoglienza torna l'ipotesi dei grandi centri

Polemiche le coop sociali: 'Così si ricreano le condizioni per il disagio, serve accoglienza diffusa'

Ritorno ai grandi centri? All'indomani del flop della gara per i Centri di accoglienza straordinaria a cui ha partecipato una sola cooperativa veneta per coprire 40 degli 800 posti a bando, è il prefetto Patrizia Impresa ad avanzare l'ipotesi. Lo fa in un'intervista al 'Corriere di Bologna' in cui parla della possibilita' di un nuovo bando per strutture fino a 300 posti.

Una soluzione che però non piace al mondo cooperativo e che va nella direzione opposta a quella intrapresa a Bologna e provincia con strutture piccole per favorire l'integrazione delle persone. "Noi siamo per l'accoglienza diffusa, con numeri piccoli- dice Alberto Alberani, vicepresidente nazionale di Legacoopsociali e responsabile del comitato regionale Legacoopsociali in Emilia-Romagna- La nostra mission non è fare i guardiani delle caserme, quello lo faranno altri".

Sulla stessa linea anche Stefano Marchioni, presidente del consorzio L'Arcolaio, attuale gestore dell'hub di via Mattei (per il quale e' in corso la gara, nove le offerte arrivate compresa quella dell'Arcolaio) che invece ha scelto di non partecipare al bando per i Cas. "Un bando da 300 posti è fuori modalità per quello che riguarda Bologna e provincia", dice Marchioni. Concentrare tante persone in un solo luogo, inoltre, porta con sé altre problematiche: "Le grandi concentrazioni in condizioni non adeguate rischiano di determinare problemi sociali e di interrompere i percorsi di integrazione sociale, ad esempio attraverso il lavoro- aggiunge Alberani- Non è quello che vogliamo fare noi e temiamo che portino con sè esclusione sociale e un maggiore senso di insicurezza".

Fortemente critica anche Arci, che in una nota ribadisce: "Non parteciperemo a nuovi bandi che non ci permetterebbero di garantire requisiti minimi di accoglienza ai richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale e tutele ai nostri operatori. L'accoglienza è un'altra storia e continueremo a batterci per un’accoglienza diffusa e di qualità".

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