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Situazione migranti al Cas in via Mattei, Lombardo: "Strutture al limite, vanno superate"

Rispondendo in Question Time l'assessore prova a ricomporre l'allarme lanciato nei giorni scorsi sulla scarsità di presidi anti-covid e la eccessiva promiscuità di spazi tra gli ospiti: "Situazione diversa da quella dipinta nei giornali"

La struttura, per sua natura, va superata, perché di per sé porta all'assistenzialismo e alla promiscuità negli spazi insostenibile in tempi di pandemia. Ma i presidi sanitari ci sono.

Questa in sintesi la risposta dell'assessore al lavoro Marco Lombardo, che oggi in Question Timme ha replicato a domande sullo stato del centro per migranti di via Mattei, nei giorni scorsi oggetto di una protesta degli ospiti e di alcuni video dove di documentavano situazioni di scarsa igiene e mancanza di misure anti-covid.

"Abbiamo trovato una situazione un po' diversa" chiosa Lombardo per puntualizzare sulle mancanze lamentate dagli ospiti e dai collettivi, anche se "condividiamo le preoccupazioni rispetto alle condizioni del centro" ammette l'assessore.

Intanto, rispetto alle condizioni igienico-sanitarie, Lombardo tiene a precisare che "medici e infermieri sono presenti, come da capitolato, così come gli screening con tamponi quando vengono indicati dall'Ausl risultano siano stati fatti". Ugualmente, "risulta presente e funzionante la necessaria strumentazione per la rilevazione della temperatura corporea all'ingresso".

VIDEO | Nel Cas di via Mattei, dove vivono 200 migranti: "Qui non c'è distanziamento, siamo ammassati"

Tra le azioni da avviare, invece, "raccolgo l'invito che ha fatto Errani di sollecitare affinché nel piano di vaccinazione rientrino anche gli operatori che lavorano nel Cas", afferma l'assessore.

Allargando il ragionamento, "dal punto di vista politico l'amministrazione è pronta a immaginare un superamento del modello del Cas- conferma Lombardo- che preveda l'attività di Centro di prima accoglienza governativa, che deve fare semplicemente l'attività di screening sanitario, di informativa legale, puntando sull'accoglienza diffusa come prevista dal Sistema di accoglienza e integrazione (Sai)".

Oggi si può registrare "un passo positivo del decreto Lamorgese rispetto al precedente decreto Salvini", rileva Lombardo, ma "se mancano i decreti attuativi e le risorse per modificare i capitolati di appalto", difficilmente si avrà anche "una modifica nella sostanza".

Proprio in questi giorni, intanto, "ho incontrato Cgil, Cisl e Uil -riferisce l'assessore- che stanno lavorando a una piattaforma di coordinamento su questo tipo di attività, che non riguardino solo i Cas ma il coordinamento delle azioni per l'accoglienza che trovano nell'amministrazione un interlocutore che vuole trovare tutte le condizioni e compiere le azioni possibili per superare il modello dei Cas" grandi e medi.

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