Minacce gravi all'amministratore giudiziario: due pregiudicati ancora in arresto

Dopo il sequestro di un'azienda agricola, il lavoro del curatore era stato dapprima ostacolato per poi passare a minacce vere e proprie: "I tuoi cari porteranno i fiori al cimitero"

"Gravissime e inquietanti minacce", oltre ad "atti intimidatori" all'amministratore giudiziario per spaventarlo ed impedirgli di gestire l'azienda agricola. 

Sono finiti ai domiciliari C.L., 73 anni, residente nel ferrarese, ed E.N., 59, residente nel bolognese, entrambi pugliesi, con l'accusa di atti persecutori in concorso. Uno "strascico" del sequestro preventivo di quote societarie, beni aziendali e disponibilità finanziarie del valore complessivo di oltre un milione di euro, i soggetti ritenuti responsabili di “Trasferimento fraudolento di valori”, avvenuta a luglio scorso. 

Nuove accuse

Per la gestione dei beni era stato nominato un amministratore giudiziario, il cui lavoro era stato dapprima ostacolato per poi passare a minacce vere e proprie: "Se ti azzardi a vendere i bovini, poi i tuoi cari porteranno i fiori al cimitero - oppure - se verranno venduti i cavalli e le manze, mi rivolgerò alle vostre famiglie, ti rovino, dovrai venderti i denti".

Il Gip ha così disposto l'applicazione di un provvedimento restrittivo nei confronti dei due al fine di impedire che gli stessi "proseguano nella commissione di altre gravi condotte delittuose della stessa specie (...) se non più gravi". Per le stesse ragioni, contestualmente all'esecuzione delle misure cautelari, si è proceduto al sequestro di due armi da fuoco e oltre 100 munizioni, legittimamente detenute da E.N..

In particolare, a C.L. – con interessi diverse provincie emiliano-romagnole, pluripregiudicato per diversi reati contro il patrimonio e gravato da oltre 90 condanne definitive – erano stati confiscati beni immobili e società, in quanto incongruenti con il suo profilo reddituale, dal momento che era stato ritenuto soggetto “socialmente e fiscalmente pericoloso”. Le indagini quindi hanno permesso di appurare come il 73enne, in concomitanza con il procedimento applicativo delle misure di prevenzione, avesse attribuito a terzi (la figlia e altri soggetti prestanome anche loro indagati) somme di denaro e una società, al fine di scongiurarne il sequestro.

La Guardia di Finanza di Bologna aveva posto sotto sequestro, su disposizione del Giudice per le indagini preliminari dr. Domenico Truppa, le quote di una azienda agricola con sede nel ferrarese, che si estende su una superficie di oltre 5.000 mq, e di tutto quanto costituisce patrimonio aziendale (tra cui autovetture, alcune centinaia di capi di bestiame e le attrezzature agricole).

L'operazione della GdF| VIDEO

C.L. “nel corso degli anni ha proceduto a intestare beni/immobili, quote societarie e altri beni a soggetti prestanome utilizzando false generalità… sue e dei suoi congiunti”, in attuazione di “una logica preventiva consistente nel sottrarre tali beni (illecitamente realizzati) da eventuali aggressioni patrimoniali o misure di prevenzione” si legge nell'ordinanza del Gip. 

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