Maxi tassa rifiuti: Commissione tributaria dà ragione ad azienda

Revocata la richiesta del comune di Minerbio per la Tari 2012

Battuta nei vari gradi della giustizia amministrativa nella battaglia contro la realizzazione di una rotonda di fronte all'ingresso dello stabilimento, Renner mette a segno un punto contro il Comune di Minerbio nel match sulla Tari.

La Commissione tributaria non solo ha annullato l'avviso di accertamento con cui l'amministrazione della Bassa bolognese esigeva da Renner il versamento della tariffa sui rifiuti 2012 (ex Tarsu) per 224.403 euro, ma anche bollato come "contraddittorio" il comportamento del Comune, scrivendo un nuovo capitolo nella storia di un braccio di ferro che va avanti ormai da più di un anno, quando a Renner fu recapitato un avviso di 1,158 milioni, costituito da una multa di ben 570.016 euro.

"L'annullamento della maggiore illegittima pretesa avanzata dal Comune ci conforta nell'aspettativa che analoga decisione sia assunta in merito alle ulteriori infondate pretese dell'ente locale", è il commento dell'avvocato dell'azienda, Christian Califano. Renner per il 2012 aveva versato 21.339 euro, nonostante fossero decorsi i termini per l'estinzione del diritto a esigere il tributo e nonostante il Comune non provveda alla raccolta dei rifiuti urbani dell'azienda.

L'azienda rivendica di aver "sempre regolarmente pagato i bollettini recapitati dal Comune di Minerbio, oltre a smaltire in autonomia sia i rifiuti industriali che quelli urbani, per un importo complessivo che annualmente ormai supera il mezzo milione di euro".

Ma soprattutto, la Commissione tributaria riconosce a Renner di aver avuto un comportamento "collaborativo" con l'amministrazione, che, invece, aveva accusato la multinazionale delle vernici di aver negato l'ingresso ai funzionari dell'ufficio tributi che avrebbero dovuto accertare il regolare pagamento dell'imposta sui rifiuti.

"La società ha mostrato di collaborare con l'ente ai fini della definizione di un contenzioso complicato e difficile. L'ente, che peraltro non ha mai svolto nei confronti della società la raccolta dei rifiuti, non ha mai riconosciuto in sede di accertamento i 21.339 euro versati per la Tarsu 2012", è "scolpito" nella sentenza.

"Il Collegio rileva che nel 2013 era già stata svolta dall'ufficio una approfondita attività di verifica sull'opificio della Renner con riferimento agli anni 2007, 2008, 2009, 2010, 2011 e 2012 con l'individuazione della tipologia dei rifiuti. L'avviso di accertamento contestato sconfessa tutta l'attività di verifica operata dal Comune di Minerbio", è scritto ancora nel dispositivo della Commissione tributaria.

Infatti, la Commissione tributaria, considerato l'atteggiamento collaborativo di Renner, ha sottolineato che "sarebbe irragionevole ritenere che l'ente accertatore non avesse avuto tutti gli elementi per definire correttamente un caso così complesso che incide sul tessuto produttivo e di queste dimensioni.

È evidente che non vi sia stata alcuna intenzione da parte di Renner di evasione, né di elusione della Tarsu 2012". Resta da chiarire la questione dell'aggio riconosciuto dall'ufficio tributi Terre di Pianura alla Cooperativa Fraternità Sistemi di Brescia, che per gli accertamenti e le riscossioni sui tributi locali oscilla tra il 27% e il 30%, "percentuali ben lontane da quelle applicate in passato, ad esempio, da Equitalia (8-9%)", ricorda l'azienda che conferma di aver presentato un esposto alla Corte dei Conti. "Resta inspiegabile l'atteggiamento del Comune di Minerbio nei confronti di una realtà come la nostra, ovunque additata a campione del cosiddetto 'modello Emilia'", conclude l'ad di Renner Italia, Lindo Aldrovandi. (Vor/ Dire)

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