Cronaca Navile / Via Ferrarese

15enne ridotta in schiavitù e spinta a prostituirsi per mangiare: arrestato sfruttatore

Una vita fatta di soprusi e violenze - prima tra le mura domestiche, poi alla mercè di profittatori travestiti da 'paladini' generosi - è il dramma di una minore, che però trova un "lieto fine" grazie all'intervento di una solerte cittadina

L'ARRESTATO 'JULIAN'

Una vita fatta di soprusi e violenze – prima tra le mura domestiche, poi alla mercé di profittatori travestiti da ‘paladini’ generosi – quella di una 15enne rumena liberata l’altro giorno dalle grinfie del suo ultimo aguzzino, al quale si era affidata, ingenuamente.
L’uomo – un rom di 34 anni, che si fa chiamare Julian-  è stato arrestato dagli uomini della II sezione della Squadra Mobile della Polizia di Stato con l’accusa di riduzione in schiavitù aggravata e prostituzione minorile (art. 600 Codice Penale).
Ad inchiodare il soggetto alle proprie responsabilità è stato il solerte intervento di una cittadina  - una trentenne rumena -  che, imbattendosi casualmente nella giovane e nel suo sfruttatore, non ha esitato a denunciare la situazione alle forze dell’Ordine.

Il fermo è avvenuto lo scorso 25 giugno, all’interno di un bar in via Ferrarese. Qui la donna ha conosciuto la 15enne, che era nel locale in compagnia del suo aguzzino. La minore – completamente analfabeta (non sa leggere, sa scrivere solo il proprio nome) e non parla una parola di italiano. La signora ha così cominciato a scambiare due chiacchiere con lei e il suo accompagnatore, nella loro lingua. Parlando del più e del meno la trentenne ha subodorato la situazione. Quando poi è rimasta da sola con la minore, incalzandola con domande dirette, è venuta a conoscenza dell’intero dramma vissuto dalla sventurata connazionale, che si è così sfogata, dicendo di non sapere come uscire da tutta quella brutta situazione.
La 15enne era scappata dal proprio paese e dalla sua famiglia. Prima vittima di un tentativo di stupro da parte del padre, poi spinta dai genitori all’accattonaggio e a fingersi pazza per ricevere sussidi statali. Un mese e mezzo fa, aveva conosciuto un uomo – che si era proposto di aiutarla. La giovane l’ha seguito in Francia, in cerca di miglior fortuna. Qui aveva conosciuto "Julian", che si è mostrato pieno di gentilezza nei suoi confronti, facendo innamorare la ragazzina, che non ha esitato a partire con lui, prima alla volta della Svizzera e poi verso l’Italia.

Ben presto però il ‘principe azzurro’, che le aveva promesso una vita migliore, le ha fatto capire che non avevano soldi, neppure per mangiare, e che lei si sarebbe dovuta prostituire, mentre lui avrebbe contribuito al loro sostentamento rubando. Così spaziano da Ginevra a Roma, infine arrivano a Bologna, la settimana scorsa. La ragazzina, nel frattempo, è stata istruita dal suo protettore ad abbordare gli uomini e concedersi a loro. Sarebbe stata ancora vergine quando lui l'ha incontrata, e lui l'avrebbe appunto iniziata all'attività sessuale - un atto d'amore per lei, di business per lui. Infatti il ricavato dell'attività di prostituzione veniva interamente consegnato nelle mani di Julian.
Non sarebbe neppure stato facile reperire i clienti. In diversi – prima a Roma poi a Bologna - accorgendosi della giovanissima età della ragazzina hanno rifiutato le profferte sessuali. Ma non tutti si sono tirati indietro. Così la coppia ha tirato avanti qualche giorno, vivendo all’addiaccio.

Poi – fortunatamente – l’incontro di qualche giorno fa, in quel bar di via Ferrarese, dove una cittadina – non indifferente – ha richiesto l’intervento della Polizia. Qui Julian è stato rintracciato. Perquisito, in un sacchetto di carta che aveva con sé sono stati trovati alcuni capi d’abbigliamento succinti, con il quale la sua giovane protetta era veniva preparata per incontrare i ‘clienti’. In una valigetta in pelle, poi risultata rubata, un passaporto portoghese, col quale lo sfruttatore si muoveva. La minorenne invece con sé non aveva documenti – se non una fotocopia della sua carta d’identità, utile agli inquirenti per appurare si trattasse di una 15enne. Da qui è partita una serie di indagini e controlli incrociati, che hanno dato riscontro di quanto denunciato dalla minorenne.

La giovane ora è stata affidata alle cure dei servizi sociali, mentre il suo aguzzino è finito in cella. Convalidato il fermo del 30enne, descritto dagli inquirenti come ‘un soggetto capace di agire con fredda indifferenza”. Non avrebbe infatti esitato ad “approfittare dell’inferiorità fisica e psicologica nonché dell’originario stato di indigenza della minore, che è stata mantenuta in stato di soggezione continuativa”. I reati contestati all’uomo sono tutti aggravati - sottolineano gli inquirenti - in considerazione del fatto che la 15enne fosse appunto “priva di ogni difesa". Confermato dal Gip anche il fermo alla Dozza “perchè sussiste il pericolo di fuga, in quanto lo straniero sarebbe in grado di muoversi con disinvoltura in Europa’, come appunto dimostrerebbero i vari spostamenti effettuati anche negli ultimi due mesi.

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