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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca Centro Storico / Piazza Maggiore

Allarme per i minori albanesi abbandonati, Frascaroli: 'Misure per stroncare il flusso'

Arrivano in città con visto turistico e vengono ospitati nelle strutture, dove ricevono accoglienza e accesso ai servizi scolastici, benché le loro famiglie e i loro parenti abitino in Albania o in Italia. In Emilia-Romagna i minori albanesi non accompagnati sono il 63,7% del totale

E' preoccupanti il numero di minori di nazionalità albanese che arrivano in Italia e in città con visto turistico e poi rimangono, ospitati nelle varie strutture, dove ricevono accoglienza e accesso ai servizi scolastici, benche le loro famiglie e i loro parenti abitino in Albania o in Italia. 

La vicepresidente e Assessore al Welfare, Elisabetta Gualmini, ha riunito qualche giorno fa i sindaci e gli assessori ai servizi sociali dei Comuni capoluogo di provincia per un incontro straordinario finalizzato a trovare soluzioni e arrestare il fenomeno. "Si tratta di vero e proprio abbandono di minori da parte delle proprie famiglie, una violazione della Convenzione di New York sui diritti dei bambini e una chiara elusione delle norme e della legalità - ha dichiarato Gualmini - un fenomeno, in aumento costante, e ormai insostenibile da parte dei Comuni: non possiamo cedere il nostro welfare a chi aggira le norme o a chi viene in Italia a studiare! L’aggravio di costi per Comuni di fatto costretti a prendersi carico di queste situazioni di abbandono è intollerabile. Lo Stato, infatti, riconosce una quota di 45 euro al giorno a fronte di una media giornaliera di spesa variabile tra 80 e 120 euro. La situazione, oggi, è particolarmente grave: lo testimoniano  i recenti dati del Rapporto del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. In Emilia Romagna su 587 minori stranieri non accompagnati, 374 (il 63%) è di origine albanese. Questi flussi si confondono tra quelli che arrivano dagli sbarchi e dalle situazioni di guerra, ma in questo caso le famiglie ci sono e spesso per fortuna è possibile ritrovarle”.

Oggi la questione è stata affrontata nel Question Time a Palazzo D'Accursio. A interpellare l'assessore al welfare Amelia Frascaroli, la capogruppo della Lega Nord e candidata Sindaco Lucia Borgonzoni: "Cosa pensa delle parole pronunciate dalla Gualmnini  riguardo  la  presenza di minori albanesi non accompagnati e se condivide tali affermazioni. Alla  luce  del  fatto che già  un anno fa tale "emergenza" era venuta alle cronache sono a chiedere quali azioni sono state messe in campo visto l'ingente  esborso  di  denaro  tolto ingiustamente ad altre persone che ne avrebbero più diritto e bisogno".

Frascaroli concorda con le affermazioni dell'Assessore Gualmini: "Come  Comune  abbiamo  pienamente  condiviso  il  tema durante un incontro convocato dalla stessa Regione a cui hanno partecipato tutti gli Assessori regionali  interessati  al  problema.  La conclusione  è stata che sarà la Regione Emilia Romagna a interessare le Prefetture regionali e il Ministero per  individuare  misure  che stronchino  alla  radice il flusso di minori albanesi" ha risposto "a  nostra volta noi come Comune avevamo messo in campo azioni già fine anno 2014  inizio  2015, concordate con la Questura di Bologna, la Procura e il Ministero  del  Lavoro,  pur  avendo  continuato  a mettere in protezione i minori che trovavamo sul nostro territorio. Le azioni che avevamo concordato allora sono state immediatamente messe in opera  in Albania e per alcuni mesi abbiamo potuto registrare un netto calo del flusso, che poi è ripreso nella scorsa estate".

DATI. I minori non accompagnati, in Italia, risultano 9.699; quelli albanesi 1.159 (11,9%). In Emilia-Romagna i minori albanesi non accompagnati rappresentano il 63,7% del totale dei minori (374 su 587 al 31 ottobre 2015). I minori di altre nazionalità sono solo 172, il 36,3% del totale. L’Emilia-Romagna poi ospita un terzo del totale dei minori albanesi presenti in Italia (il 32,2%); la seconda regione è la Toscana con il 23%.

L’incontro in Regione ha quindi posto l’accento su alcune proposte e risposte urgenti: 1) il coinvolgimento di tutte le istituzioni del territorio: prefettura, questura, procura e tribunale dei minori; 2) una forte sollecitazione al Governo italiano e alla Direzione Generale Immigrazione perché vengano introdotte, al più presto, norme specifiche al riguardo; 3) nuove e incisive azioni verso il governo albanese e i comuni da cui partono i flussi di minori, da parte della Regione e del governo nazionale, perché si trovino accordi alternativi alla fuga in massa verso l’Emilia Romagna.

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