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 l'assessore al Welfare del Comune di Bologna, Frascaroli

l'assessore al Welfare del Comune di Bologna, Frascaroli

Boom di minori stranieri in città, Comune subodora truffe: "Contromisure severe"

I servizi sociali registrano un ingresso anomalo di minori albanesi che, pur non manifestando evidenti stati di bisogno, chiedono di essere accolti. Il fenomeno desta sospetti, l'Assessore al Welfare annuncia linea dura

"Da qualche tempo in città, ma anche a livello nazionale, i servizi sociali registrano un ingresso anomalo di minorenni provenienti dall'Albania che, pur non manifestando evidenti stati di bisogno e pregiudizio, chiedono di essere accolti dal sistema di protezione cittadino". Lo riferisce l'assessore al Welfare del Comune di Bologna, Amelia Frascaroli, rispondendo in question time ad un'interrogazione di Lucia Borgonzoni (Lega nord). In particolare, precisa l'assessore a margine della seduta, all'incirca da giugno ad oggi sono 74 i minorenni albanesi arrivati in città: un numero, fa notare Frascaroli, simile a quello registrato all'Hub di via Mattei e relativo agli sbarchi dal Mediterraneo.

"Spesso questi minorenni giungono in Italia accompagnati dai genitori o da parenti o sedicenti tali- racconta Frascaroli in aula- che dopo averli accompagnati agli uffici pubblici o delle stesse Forze dell'ordine, si dileguano o comunque si dichiarano non disposti a farsi carico di questi ragazzi". Inoltre, molti di questi ragazzi "risentono dell'immigrazione forzata e vengono esposti a loro volta a incriminazione- prosegue l'assessore- ove rendano false dichiarazioni sul loro stato di bisogno o abbandono".

Per approfondire questo fenomeno si è anche costituito un tavolo di lavoro a cui Frascaroli ha presentato i dati raccolti in collaborazione con l'Asp Irides al capo della Procura dei minori Ugo Pastore, al procuratore aggiunto Valter Giovannini, ai rappresentanti del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, della Prefettura e della Questura, al Garante regionale dell'infanzia.

"Gli obblighi di legge impongono all'ente locale, per mezzo dei servizi di protezione all'infanzia- continua l'assessore- di garantire la tutela ai minori che si presentano soli, ma di fatto le caratteristiche del fenomeno suggeriscono piuttosto un utilizzo strumentale da parte dei familiari che decidono il trasferimento del minore verso l'Italia".

In pratica si ipotizza che i giovani albanesi siano fatti arrivare in Italia "per ottenere benefici non corrispondenti ad un reale stato di bisogno nel paese di origine", dice Frascaroli. Una preoccupazione "accentuata dalla necessità, invece, di poter garantire accoglienza ai minori che provengono da Paesi soprattutto del continente africano e del medio oriente- rileva l'assessore- teatro di conflitti e violenze generalizzate". Anche per questo il tavolo "si è riproposto, con la collaborazione di tutti i partecipanti- riferisce Frascaroli- di affrontare congiuntamente, ciascuno per quanto di competenza, le azioni di contenimento del fenomeno la cui natura non può essere intesa in chiave esclusivamente sociale". In questo senso, è "indispensabile la responsabilizzazione degli adulti di riferimento, passibili- avverte Frascaroli- di conseguenze civili e penali, laddove si configurino ipotesi di abbandono di minori o di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina".

Si promette la linea dura: al tavolo, infatti, "si è condiviso di affrontare molto severamente tali inadempienze, segnalando pertanto tutte le condotte di questo tipo, rendendosi i genitori e i parenti protagonisti di condotte penalmente rilevanti, sino ad arrivare alla truffa, oltre che pregiudizievoli anche in materia di responsabilità genitoriale". Infine, sono stati siglati accordi con il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali "per accelerare le fasi del rimpatrio assistito- spiega l'assessore- e informare il Paese di provenienza di quanto sta accadendo" per "prendere i provvedimenti piu' opportuni, non ultimo attivare anche in quei territori azioni a tutela dei minorenni".

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