Mobilità: riprende quota il bike sharing, ma è boom vandalismi

C'è chi manomette il lucchetto per usare le bici senza pagare chi "prende una bici e se la porta nel garage". E c'è il vandalismo gratuito

Dopo lo stop forzato causa lockdown, a Bologna riprende quota l'uso del bike sharing targato Mobike (o meglio Movi by Mobike, cioè il marchio lanciato dalla società che gestiva il servizio in Italia, la Idri Bk, che ha acquisito l'attività europea del colosso cinese).

Ma c'è un'altra tegola: oltre ai disguidi con l'app e il credito che hanno accompagnato il passaggio societario, si registra un'impennata dei danni provacati alle bici.

Un boom "impressionante", lo definisce in commissione l'assessore alla Mobilità, Claudio Mazzanti. Il lockdown ha fatto segnare "viaggi azzerati" a Bologna come in tutta Italia, riferisce il city manager di Movi, Davide Santi. Poi è cominciata la risalita: 6.821 viaggi tra il 22 e il 31 maggio, 18.107 tra l'1 e il 22 giugno.

Nell'ultima settimana gli spostamenti hanno superato quota 1.000 al giorno, più un centinaio quelli sulle e-bike a pedalata assistita. Ora le bici normali in città sono 1.400, più 300 di passaggio in magazzino per la manutenzione; si aggiungono 120 e-bike, più 18 in manutenzione.

Rispetto a queste ultime, "abbiamo iniziato a rinnovare il parco bici con un mezzo più aggiornato e sicuro", riferisce Santi, spiegando che le nuove e-bike con brand Movi sono più basse e manegevoli, con motore e freni più efficienti. Il coronavirus ha però provocato "grossi ritardi" nella sostituzione, avverte il manager, viste le difficoltà di trasporto e sdoganamento.

Ora in viaggio c'è un container che dovrebbe consentire di completare il rinnovo delle 300 bici. Detto ciò, "non si è fermato il vandalismo che affligge i nostri servizi", sottolinea Santi. Proprio poche settimane fa "c'è stato un episodio dietro il Comune, in Liber Paradisus, che per fortuna è stato ripreso e quindi stiamo procedendo per le vie appropriate", spiega Santi.

A Bologna i vandalismi sono iniziati "con pochi episodi e di piccola entità per aggravarsi via via", riferisce il manager di Movi. Ad esempio, c'è chi manomette il lucchetto per usare le bici senza pagare: l'azienda ci perde l'introito e il costo della riparazione, spiega Santi. Oppure c'è la "privatizzazione" del mezzo, da parte di chi "prende una bici e se la porta nel garage".

Infine, c'è vandalismo "fine a sé stesso" attuato da chi "taglia la sella con il coltello, ruba una manopola o rompe il pannello solare", racconta Santi. Danneggiare le bici "per scroccare le corse è una condotta da Codice penale che va assolutamente disincentivata e perseguita", si arrabbia Giancarlo Sgubbi, responsabile Pianificazione mobilità sostenibile Comune, aggiungendo che almeno il cambio dell'app ha consentito di "recuperare alcune bici che erano state proprio rubate, cioè portate in qualche capannone e tolte all'uso pubblico".

Il vandalismo sulle Mobike "era un fenomeno praticamente sconosciuto da noi che però ora si manifesta in modo veramente pesante", afferma Mazzanti: "E' successo a tutti di vedere situazioni particolari. Io le segnalo ma altri guardano, proseguono e non dicono nulla".

Su questo fronte, tra i consiglieri comunali Graziella Tisselli (Fdi) propone di inserire un allarme sulle bici mentre Roberto Fattori (Pd) suggerisce un sistema che blocchi il mezzo se ci salgono due persone, come spesso capita di vedere.

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Intanto, Mazzanti apre alla possibilità di valutare un ampliamento del numero di bici in servizio (caldeggiato da Raffaele Persiano del Pd): "Faremo una verifica". Altra discussione in corso, riferisce Tommaso Bonino (Srm), riguarda la possibilità di creare forme di abbonamento anche per le e-bike, inserendole negli accordi di mobility management con le aziende. (Pam/ Dire)

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