"Tutelare il sistema sanitario nazionale": i medici tornano in piazza

Flash mob sotto il Palazzo della Regione Emilia-Romagna, in Viale Aldo Moro

Ancora due giorni di mobilitazione per i medici che chiedono un "maggiore ascolto da parte delle istituzioni relativamente a un tema che è di vitale importanza per il SSN: la formazione di un numero congruo di specialisti e medici del territorio". I medici in formazione e i camici grigi manifesterannoil  giugno a Bologna: alle ore 12 terranno un flash mob sotto il Palazzo della Regione Emilia-Romagna, in Viale Aldo Moro 52 e invitiamo cittadini e istituzioni a partecipare, mentre il 26 il presisio nazionale sarà a Roma. "Abbiamo la disponibilità da parte del Ministro Manfredi per un tavolo di lavoro per la stesura di una riforma" fanno sapere i Medici in Mobilitazione Permanente dell'Emilia-Romagna. 

"Abbiamo ricevuto il supporto dell’Assessore alla cultura del Comune di Bologna Lepore, incontreremo l’Assessore alla sanità del Comune di Bologna Barigazzi; ci supporta anche l'Assessore regionale alla sanità Donini ma non ci basta: chiediamo di incontrare il Presidente Bonaccini. Le attività sono in fermento e continueremo a farci sentire" si legge nella nota. 

Il 29 maggio scorso si erano mobilitati in 21 piazze in tutta Italia, compresa quella bolognese: "Abbiamo lasciato i nostri camici per terra, a simboleggiare l’abbandono cui siamo sottoposti. Un abbandono che ha colpito non solo i camici grigi, medici sospesi nell’imbuto formativo, ma anche gli specializzandi, professionisti considerati alla stregua di studenti che, di fatto, lavorano. Questi ultimi, in particolare, spesso sono completamente autonomi e altrettanto spesso sono costretti dalle
contingenze a reggere da soli interi reparti, vista la carenza di personale strutturato. Il definanziamento progressivo del Servizio Sanitario Nazionale ha portato anche a queste conseguenze. La priorità che abbiamo è quella di garantire a tutti un Servizio Sanitario Nazionale in grado di rispondere ai bisogni di salute della collettività".

La protesta dei medici in piazza Maggiore: "Più borse di specializzazione" | VIDEO

In Emilia-Romagna l’Assessore regionale alla sanità Raffaele Donini "ci ha mostrato il suo supporto; nel Programma regionale quinquennale pubblicato recentemente il numero delle borse regionali per la formazione specialistica è stato minimamente incrementato e viene specificato di voler sollecitare il loro aumento anche a livello nazionale. Inoltre, proprio per riuscire a essere incisivi anche a livello nazionale e in virtù della sua presidenza nella conferenza Stato-Regioni, chiediamo un incontro col Presidente Bonaccini. Anche i comuni e le città metropolitane si sono resi disponibili a supportare le nostre istanze: del Comune di Bologna abbiamo incontrato l’Assessore Lepore e incontreremo l’Assessore Barigazzi". 

I sanitari chiedono anche che "venga investito nel DL Rilancio un ammontare sufficiente al raggiungimento di un rapporto 1:1 nell’immediato e che tale corrispondenza permanga anche in futuro, di modo che venga una volta per tutte superato l’imbuto formativo; e che sia convocato nel breve periodo il tavolo di lavoro per l’approvazione di una riforma" che risolva il problema della formazione post laurea di medicina - e di conseguenza la carenza cronica di personale formato nelle strutture sanitarie e nel territorio. 

I medici chiedono anche "l'abolizione dell'imbuto formativo, così da colmare le carenze di personale di tutti i reparti e ambulatori; ampliare la rete formativa, così da permettere agli specializzandi di avere una visione a 360° del mestiere del medico specialista; riformare il contratto di formazione medica, di modo che siano riconosciuti al medico in formazione i diritti e le tutele previsti per qualsiasi lavoratore; uniformare su tutto il territorio la formazione, di modo che sia di qualità dovunque e che non ci siano disparità macroscopiche. Infine, chiediamo anche che venga riformata la formazione in medicina generale, così che possa assumere maggiore dignità e attrattività, poiché, di fatto, questa branca della medicina rappresenta il primo contatto della popolazione col SSN, nonché la chiave di volta di una gestione complessiva e globale della salute.
Chiediamo tutto questo non per noi, ma per i cittadini tutti, nella speranza di poter prestare delle cure di qualità e permettere così al nostro Servizio Sanitario Nazionale di rimanere, per molti Paesi, un modello di eccellenza di sistema sanitario universalistico".

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