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Cronaca

Critiche al disability-manager, Max Ulivieri: "Bastava la consulta"

Per il 'pioniere' della battaglia per l'assistenza sessuale ai disabili è "Una scelta che non ha nulla di innovativo.Per le mansioni descritte c'era già la consulta per il superamento dell'handicap"

Maximiliano Ulivieri non è molto convinto sulla figura del Disability Manager, nomina fatta direttamente dal sindaco Merola, che ha scelto Egidio Sosio (qui l'intervista a Sosio): "La faccenda è un po' complessa in effetti e la mia critica non ha nulla di personale - spiega Ulivieri, toscano di nascita e bolognese d'adozione, da anni impegnato sul turismo accessibile e a favore dell'assistenza sessuale per disabili - semplicemente penso che per queste mansioni ci fosse già la consulta per il superamento dell'handicap, organismo di confronto e collegamento fra le associazioni e l'amministrazione pubblica". 

"Mi lascia perplesso il fatto che non ci sia nulla di innovativo in questa scelta, almeno per come è stata presentata. Non conosco personalmente Egidio Sosio e non ho ben presente il suo percorso, ma da quello che leggo la sua storia è fortemente legata alla disabilità dei non vedenti. Credo che sia più sensato per una persona in carrozzina occuparsi delle problematiche di un non vedente piuttosto che il contrario". 

"Ancora una volta mi sembra non si parli di assistenza sessuale, nonostante sia un argomento molto sentito da famiglie e associazioni, le quali cominciano a porsi il problema anche in termini di formazione. Speriamo che si possa cominciare a farlo e con la sensibilità giusta". 

Quindi che caratteristiche dovrebbe avere un Disability Manager?

Dovrebbe essere una persona che si occupa anche culturalmente dei problemi legati alla disabilità, un personaggio che deve stravolgere, innovare, anche scomodo a tratti. E vedo bene anche le collaborazioni fra lui ed altre figure che possano essere complementari. 

Un personaggio scomodo come lei? Se Merola l'avesse chiamata per rivestire questa carica, cosa avrebbe risposto?

A dire il vero preferirei essere un ability-manager. Non mi sono mai candidato ufficialmente a questo ruolo, anche perché non c’era un bando a cui candidarsi, mi ha fatto piacere però che altre persone hanno fatto il mio nome. Lavoro bene anche senza legami con le istituzioni, mi piace operare in autonomia. In ogni caso se mi avessero chiamato avrei chiesto appunto questo: di poter operare con massima libertà sulle tematiche legate alla disabilità, la possibilità di lavorare in maniera autonoma ma collaborativa, senza dover stravolgere il mio modo di lavorare in questo campo. Avrei chiesto di non poter solo consigliare, ma anche decidere". 

Un giudizio oggettivo sulla nostra città sulla sua accessibilità?

Bologna in primis parte da una buona base grazie alle sue caratteristiche architettoniche: importante il valore dei portici (che certo non sono stati fatti per i disabili) che proteggono dalla pioggia, hanno una pavimentazione agevole e sono molto comodi per gli spostamenti. Il numero di bus attrezzati la colloca fra una delle città più servite e anche i taxi attrezzati funzionano bene: mentre per esempio a Firenze devo fare la prenotazione il giorno prima, a Bologna basta chiamare e selezionare l'opzione con accesso alle carrozzine e il tassista arriva. Un aspetto negativo è la discrepanza fra centro e periferia, dove gli autobus spesso non sono attrezzati. Ci sono poi problematiche legati ai negozi e locali in genere ma è problema comune a tutte le città del nostro Paese.

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