Tentato omicidio per un debito non pagato: tre in carcere, domiciliari per il mandante

La vittima investita da un'auto risultata rubata riportò 60 giorni di prognosi. In carcere tre soggetti che sarebbe stati assoldati da un imprenditore

In carcere tre uomini di Cerignola, in provincia di Foggia, ritenuti esecutori materiali di un tentato omicidio avvenuto a Molinella a giugno del 2019.

Tutti i provvedimenti sono stati emessi dal G.I.P. di Bologna su richiesta della Procura della Repubblica. I tre pugliesi e il mandante, già individuato nei mesi scorsi, sono ritenuti responsabili, in concorso, del reato di “Tentato omicidio” premeditato (artt. 110, 56, 575 e 577 c.p.); per i tre esecutori materiali si aggiunge anche reato di “furto” aggravato (artt. 110, 624 e 625 c.p.).

I fatti 

Un imprenditore molinellese di 39 anni, mentre si recava a lavoro in bici, venne investito da un’Alfa Romeo 156 di colore grigio. I Carabinieri, dopo aver effettuato i rilievi dell'incidente e aver appurato che l'auto era stata rubata nei giorni precedenti a Imola, hanno approfondito le ricerche che hanno portato alla conclusione dell'indagine, con l'arresto dei tre pugliesi: a bordo ci sarebbero stati T.F., 40 anni, D.A.P., 33 anni, e A.G. 25 anni, tutti residenti a Cerignola (due dei quali già con precedenti) che secondo gli inquirenti "hanno agito con l’intento di uccidere". La vittima riportò lesioni e 60 giorni di prognosi. 

All’origine, un presunto debito insoluto che l’imprenditore avrebbe contratto con un altro imprenditore del forlivese 44enne, M.S., il quale per il mancato rientro di quelle pretese somme, sarebbe entrato in forte difficoltà aziendale, così avrebbe assoldato i tre soggetti per vendetta e rappresaglia. 

Le indagini 

Sono stati i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Molinella, coordinati dalla Procura di Bologna, a portare avanti le investigazioni. Dapprima, grazie alle dichiarazioni della vittima e alle attività tecniche, hanno individuato e arrestato il mandante, ad aprile scorso. Poi, con i dati relativi a targhe, utenze e celle telefoniche, hanno identificato i tre soggetti coinvolti e ricostruito la dinamica, fin dalla fase di preparazione del tentativo di omicidio.

Secondo gli inquirenti , il mandante, avrebbe dapprima contattato e pagato T.F., che, a sua volta, avrebbe “arruolato” gli altri due. L'imprenditore stesso avrebbe provveduto a procurare ospitalità agli arrestati in un B&B del ravennate e avrebbe dato loro le prime informazioni sui movimenti della vittima, per poi arrivare all'agguato del 19 giugno. 

Per il primo, M.S., dopo la misura in carcere a Bologna, sono stati disposti gli arresti domiciliari, ove si trova attualmente; i tre destinatari dell’ordinanza odierna, invece, sono finiti in carcere a Foggia, a disposizione dell’A.G. felsinea, in attesa del processo.
 

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