rotate-mobile
Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Cronaca

Monossido di carbonio nella casa in affitto, studentesse: "Canne fumarie scoperte per un mese, poi i vigili ci hanno mandato via"

Fuori di casa all'improvviso dopo il sopralluogo dei Vigili del Fuoco, la storia di quattro studentesse: "Ospiti per due mesi senza la restituzione delle caparre, ci abbiamo messo moltissimo tempo a trovare un'altra abitazione"

Un'altra storia che somiglia a tante, una nuova testimonianza che vede degli inquilini-studenti lamentarsi di un sistema nel quale o ingoi dei rospi o ti giochi la possibilità di avere una casa a Bologna. Anche in questo caso, come in quello dell'appartamento umido dotato di piscina segreta, le protagoniste sono quattro universitarie e il loro proprietario di casa (nonchè l'amministratore di condominio) le quali hanno deciso di denunciare la situazione assai critica prima allo sportello per il Diritto all’Abitare e poi pubblicamente, per cercare di smuovere le acque e sensibilizzare l'opinione pubblica sulle condizioni nelle quali spesso da affittuari ci si ritrova, anche rischiando la propria incolumità. Nel loro caso, per una perdita di monossido di carbonio sottovalutata, le quattro ragazze sono rimaste fuori casa all'improvviso: "Sono rientrata la sera e ho visto le camionette dei Vigili del Fuoco. - racconta Angelica -  Ho capito che avevamo ragione a preoccuparci per quel buco nel muro fatto e poi lasciato lì per oltre 20 giorni. Il tempo di radunare le nostre cose e poi l'incognita del dove saremmo andate a stare. In quella casa da 1.230 euro al mese non ci siamo mai più tornate e siamo ancora in attesa che ci venga restituita la caparra". 

Tutta la storia dall'inizio: una perdita e quella parete abbattuta e lasciatà lì per settimane

Una sintesi dell'accaduto la fa Tiziano Ghidelli di Adl Cobas, che ha seguito e sta seguendo la faccenda personalmente: "In seguito a un lavoro evidentemente mal eseguito, si è scoperto che una presunta perdita d’acqua che sversava in una delle camere da letto, era in realtà una perdita di monossido di carbonio. La querelle tra proprietari e amministratore di condominio rispetto all’assunzione di responsabilità attinente alla gestione degli impianti ha comportato il totale disinteresse nei confronti delle ragazze che vivevano all'interno dell'appartamento, le quali hanno continuato a stare nell’abitazione per oltre un mese. Giunte al limite, si sono rivolte allo sportello chiedendo aiuto e vengono così coinvolti i Vigili del Fuoco, che poi hanno immediatamente dichiarato l’appartamento inagibile".

"E' stato constatato che il problema derivava da irregolarità nella predisposizione degli impianti - spiega ancora Ghidelli -  ormai anche antichissimi: c'erano cinque canne fumarie intersecate tra loro e poste all’interno di materiale non idoneo a isolare e resistere alle temperature delle canne stesse. Il fatto è che a oltre tre mesi dalla segnalazione non ci sia stato nessun avanzamento nella risoluzione dei problemi strutturali dei condomini, e anzi, gli impianti risultano ancora in stato di presunto degrado, con relativo rischio per gli altri inquilini degli stabili. Noi vogliamo mettere in luce una situazione di potenziale grave rischio e pericolo per l’incolumità psico-fisica degli abitanti di quello e dei civici limitrofi. Una relazione dei Vigili del Fuoco (e non noi) conferma lo stato delle cose e la necessità di far eseguire, sotto la guida di tecnici qualificati e responsabili, un'accurata verifica della conformità di tutti gli impianti che afferiscono all’intercapedine in questione, nonché tutti i lavori di ripristino, assicurazione e messa in sicurezza che il caso richiede…”.

Angelica, che è una delle abitanti dell'appartamento, ha 23 anni, studia e lavora attraverso la borsa di studio delle 150 ore: "I servizi sociali ci hanno pagato una notte in albergo, la prima. Poi ci hanno detto che ci saremmo dovute arrangiare perché non siamo residenti a Bologna: 'Tornate dai vostri genitori' ci hanno detto. Ma io il giorno dopo e quello dopo ancora dovevo andare sia a lezione che al lavoro qui a Bologna. 'Se lavori puoi pagare una stanza in hotel' mi hanno quindi suggerito. Ma prendo circa 400 euro al mese e non posso vivere in albergo più di qualche giorno...". 

Come vi siete accorte della perdita? 

"C'era una macchia sulla parete di una delle camere da letto e abbiamo fatto notare la cosa. L'amministratore ci ha mandato dei muratori che l'anno parzialmente abbattuta lasciando dei tubi e canne fumarie a vista per settimane. Non si sono più fatti vedere noi siamo rimaste in casa circa un mese in attesa che tornassero a completare il lavoro. Ne sono poi arrivati degli altri e ci hanno detto che c'era una leggera perdita di monossido di carbonio della quale l'amministratore era stato informato, ma (ci hanno assicurato) non avremmo corso nessun rischio. Diversa l'opinione dei Vigili del Fuoco e della Polizia Locale, che nella relazione hanno indicato la necessità di lasciare subito l'appartamento". 

Monossido di Carbonio-2

Come vi ha fatto sentire pensare di aver corso dei rischi? 

"Siamo rimaste in quella casa un mese e mezzo con la perdita di monossido e l'idea che potesse succederci qualcosa ci ha turbate, ma la sconfitta maggiore è stata quella di essere state ignorate per tanto tempo. Un atteggiamento comodo e superficiale che mette a repentaglio non solo la salute e l'incolumità dei diretti interessati, ma anche degli altri condomini. Che da quanto ci risulta non erano neppure stati informati. Non era stata informata neppure Hera. Bologna in questo senso è una città difficile. Non ci sono state offerte soluzioni e ci siamo arrangiate come potevamo, ospitate da amici e fidanzati per due mesi. Perché poi cercare un'altra casa non è mica stato semplice...". 

Con quali modalità siete uscite dal contratto di locazione?

"La proprietaria ha interrotto immediatamente il contratto e non l'abbiamo più vista nè sentita. Neppure per la nostra caparra, pari a una mensilità (per me 360 euro, 270 a testa per le mie amiche della doppia e 330 per l'altra mia coinquilina). Abbiamo pagato tutto il mese di marzo, che è quello in cui si sono verificati i fatti e non abbiamo pagato aprile perché eravamo già fuori casa". 

Alla fine di chi pensate sia la colpa di tutto questo? 

"In questo caso specifico si tratta di un concorso di colpa. C'è di mezzo il proprietario di casa, il proprietario della canna fumaria vecchia che perdeva e l'amministratore che non ha saputo gestire la cosa. Ci hanno anche detto che avevamo portato via due sedie dall'appartamento, forse per aggrapparsi a un cavillo legale: ma a cosa ci servivano delle vecchie sedie senza neanche una casa?". 

Tubi scoperti-2

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Monossido di carbonio nella casa in affitto, studentesse: "Canne fumarie scoperte per un mese, poi i vigili ci hanno mandato via"

BolognaToday è in caricamento