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LA CULTURA CONTRO LA VIOLENZA / Centro Storico / Piazza dell'Otto Agosto

Parco della Montagnola: "Presidi e socialità per vincere il ritorno della violenza"

Dopo l'omicidio e la violenza sessuale, l'area sotto la lente. Frida nel Parco e Montagnola Republic-Arci rivendicano il valore delle attività culturali degli ultimi anni: "500 eventi all’anno, tutti di qualità. La zona, ma come altri luoghi attrae problemi di sicurezza sociale"

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Negli ultimi giorni il parco della Montagnola è stato attraversato da due episodi di estrema violenza (uno stupro e un omicidio) che hanno scosso la città e i cittadini e le cittadine che lo frequentano, ma (ovviamente) anche le persone che operano da anni come organizzatori di eventi culturali. La voce di Frida nel Parco e Montagnola Republic – Arci Bologna si vuole far sentire proprio in luce delle esperienze e del lavoro fatto negli ultimi anni: "Questi fatti hanno senz’altro rafforzato paure, insicurezze e contribuito a far riemergere quel marchio che questo luogo ancora non riesce del tutto a scrollarsi di dosso, nonostante sia innegabile che da almeno cinque anni le molte attività sociali e culturali hanno aiutato a trasformarla in un parco completamente diverso da quello che era prima. Sugli episodi terribili di questi giorni, abbiamo voluto fermarci a riflettere, scrivendone sui nostri canali social, denunciando la violenza, ogni tipo di violenza, e affermando ancora una volta quanto sia importante che i luoghi continuino sempre e comunque a essere attraversati da persone, musica, cultura e socialità, quella che noi, nei nostri spazi da tempo alimentiamo, arrivando a proporre circa 500 eventi all’anno tra concerti, teatro, talks di riconosciuta qualità e gratuiti, insieme a occasioni di incontro e di festa". Il Parco della Montagnola, lo abbiamo visto, può essere davvero un bel posto. 

Frida nel Parco-2

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Perché allora succedono certe cose? 

“La Montagnola negli ultimi anni è completamente rinata, è una solida realtà e bisogna scriverlo e raccontarlo. Dobbiamo dirlo e non stiamo descrivendo una realtà che non esiste. A dimostrarlo è la quantità di gente che l’attraversa ogni giorno e partecipa a centinaia agli eventi e alle iniziative che vengono proposte. Nonostante questo, purtroppo si sono verificati due episodi terribili". Perché? Si chiedono ancora le persone che lavorano agli eventi, in particolare Frida nel Parco e Montagnola Republic – Arci Bologna, che hanno tanti messaggi da lanciare per far capire cosa e quanto è cambiato ma anche quali riflessioni fare in questo momento.

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Percezione di sicurezza: "Ripristinare il presidio di Polizia"

"Siamo convinti che la città in generale – come forse la nostra società tutta - soffra di una violenza, sottesa ed espressa, in crescita esponenziale, che si manifesta tra adolescenti, tra adulti, anche in pieno centro, anche sotto la luce del sole. In questo contesto, la Montagnola, come tutti i posti di confine, è un parco che attrae problemi di sicurezza sociale, se si abbassa la guardia. Al contrario occorre mantenere alta l’attenzione per spegnere sul nascere ogni criticità. Per questo abbiamo spesso detto che ripristinare il presidio delle forze dell’ordine, istituito alcuni anni fa o incrementarne il passaggio, siano elementi che possono fungere da deterrente per eventuali atti violenti, restituendo al contempo una generale percezione di sicurezza. Vogliamo dire con convinzione che la Montagnola non è il posto impercorribile che abbiamo visto essere descritto sui giornali, così come al contempo siamo certi del fatto che sia urgente riflettere seriamente su questo rigurgitare di violenza e di malessere diffuso.

Frida nel Parco edizione 2020-2

Dobbiamo farlo per tutti noi, e per le giovani generazionI che stanno crescendo nell’idea che uscendo di casa ci si possa imbattere in episodi di violenza; e dobbiamo farlo per gli anziani che non devono barricarsi in casa ma vivere la città e attraversarne come tutti gli
spazi. Noi continueremo a esserci, a essere presidio sociale e culturale, a essere comunità, a essere entusiasmo, gioia, perché la violenza va combattuta andando alla radice delle sue ragioni e soprattutto da essa non si può essere mai sopraffatti". 

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