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Lunedì, 17 Giugno 2024
Post alluvione / Monterenzio

Monterenzio, il grido d'allarme di Lepore: "Rischiamo di perdere un’intera comunità"

Il Comune della vallata "è il più in difficoltà". Ma per il sindaco metropolitano questa volta "non basta riparare, dobbiamo ripensare il paesaggio".

L’alluvione sta mettendo gli amministratori locali di fronte a molte scelte da prendere a diversi interrogativi a cui dare risposta. Per il sindaco metropolitano Matteo Lepore la fase in cui si stanno trovando a convivere molti Comuni, soprattutto quelli montani, è davvero cruciale, perché questa volta "non basta semplicemente mettersi all'opera e riparare, dobbiamo ripensare il nostro paesaggio e come ci viviamo".

Lepore: "Riflettere su cosa ha senso ripristinare"

Ci sono situazioni davvero molto critiche, su tutte Monterenzio, dove a causa delle alluvioni e delle frane “rischiamo di perdere un’intera comunità se non si mette in campo un progetto serio”. Il tema della fuga dei cittadini da diverse zone dell’Appenino non è nuovo, ma chiaramente sta subendo un’accelerata dopo quanto successo nei giorni scorsi. Il sindaco ieri ha visitato proprio Monterenzio, “sicuramente – afferma – una delle situazioni più in difficoltà” perché “ci sono chilometri e chilometri di strade ricoperte dalle frane e abbiamo diverse case isolate”. Quindi in questo caso più che ricostruire in automatico tutto ciò che è stato seriamente danneggiato, “la riflessione che va fatta è anche su cosa ha senso ripristinare, che tipo di interventi fare”, ragiona Lepore.

Esercito e Genio militare al lavoro

Sempre su Monterenzio la Città metropolitana sta “studiando con l’Esercito e il Genio un ponte Bailey per fare un by-pass”, ma più in generale è ora necessario “coordinare gli interventi perché sono tanti” e quindi “occorre scegliere delle priorità e fare anche delle scelte di senso”. Insomma, non tutto tornerà esattamente com'era. "Sul dissesto idrogeologico, su come vogliamo ripristinare la vita in alcune zone dell'Appennino e sui corsi d'acqua abbiamo bisogno di una riflessione seria su quella che è la natura stessa del paesaggio dell'Emilia-Romagna”, perché “è evidente”, continua Lepore, “che questa combinazione così vasta di alluvione e smottamenti mette in discussione l'assetto complessivo”. Inoltre, si pone un problema di non poco conto, come prevenire i prossimi episodi di dissesto e quindi “dove ha senso continuare ad avere strade e case”. Riportare sì tutti a casa, e far ripartire tutto, “ma non come prima", conclude il sindaco.

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