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Cronaca

Sabbiuno, finiti i lavori al monumento ai caduti: "Non diamo per scontata la democrazia"

“Cuore e memoria a Sabbiuno – Democrazia, cantiere sempre aperto”. L’intervento di consolidamento è stato realizzato su impulso del Comitato dalla Bonifica Renana, per una spesa complessiva di 50mila euro

Ultimati i lavori di consolidamento del calanco su cui sorge il Monumento ai Caduti di Sabbiuno, in via Pieve del Pino, nel Comune di Bologna. A decretare la fine del cantiere, l’evento “Cuore e memoria a Sabbiuno – Democrazia, cantiere sempre aperto”, un evento voluto dal Comitato per le onoranze ai caduti (presieduto dal Comune di San Lazzaro) e dal Comune di Bologna. 

“Realizzare una struttura in cemento sul ciglio di un calanco – ha dichiarato l’assessora Sara Bonafè, assessora del Comune di San Lazzaro e presidente del Comitato per le onoranze ai caduti- può sembrare un azzardo solo ad uno sguardo superficiale. La scelta dell’architetta Letizia Gelli Mazzuccato, invece, obbligandoci ad una cura e ad una manutenzione continua, ci costringe a non perdere mai di vista il Sacrario e il luogo dell’eccidio. In questo modo i  nostri gesti si concretizzino in un cantiere nel quale la democrazia non è mai scontata, ma è sempre in costruzione. Il monumento e la sua manutenzione, quindi, di fatto rappresentano la metafora perfetta di quanto deve avvenire con la memoria che deve essere sempre tenuta via ed allenata, pena la perdita”.

“Saliamo a Sabbiuno perché questo è il nostro dovere – ha aggiunto Anna Cocchi,  presidente dell’Anpi provinciale di Bologna –, quello di ricordare ma soprattutto di dare valore ai luoghi di memoria, che altrimenti rischiano di essere dimenticati. La nostra tenacia e l'impegno di tante e tanti fa sì che essi vivano e mantengano impresso nella collettività l'impegno per il quale le partigiane e i partigiani hanno lottato, pensando a un Paese fondato sui valori incisi nella costituzione italiana”.

“Il Sacrario di Sabbiuno testimonia un momento drammatico e allo stesso tempo generativo della nostra storia, come bolognesi e come italiani - ha commentato il sindaco metropolitano Matteo Lepore -. Un luogo della memoria da conservare fisicamente, come in questo caso con un intervento di consolidamento, ma anche simbolicamente, perché come del terreno fragile ed esposto sul quale sorge il monumento, dobbiamo prenderci cura della memoria, altrimenti scivola via. In questa giornata voglio rivolgere un pensiero ed un ricordo all’architetto Letizia Gelli Mazzuccato, che non c’è più. Teneva tanto a questo luogo e con lei avevo preso un impegno, che oggi, grazie al lavoro di molti, vediamo realizzato”.

Monumento di Sabbiuno: fine dei lavori

Caratteristiche e costi dei lavori fatti a Sabbiuno 

L’intervento di consolidamento è stato realizzato su impulso del Comitato dalla Bonifica Renana, per una spesa complessiva di 50mila euro (dei quali 30mila euro resi disponibili dal Comune di Bologna e 20mila euro dalla Bonifica Renana stessa). I lavori hanno interessato la porzione di pendice esposta a nord ovest, a valle del Monumento che si trova esattamente sul crinale che separa i bacini idrografici del torrente Savena ad est e del fiume Reno ad ovest. Vista la conformazione dell’area, i naturali processi erosivi avevano messo a rischio un’area di circa 600 metri quadrati, che include anche il percorso che collega il sacrario alla casa museo. Per limitare questi processi, si è scelto di installare un tappeto tridimensionale in polipropilene antierosione, abbinato ad una rete in filo d’acciaio ad alta resistenza, che hanno permesso il fissaggio e la stabilizzazione del pendio e il rinverdimento del versante. La forte pendenza del versante non ha consentito lavorazioni con mezzi meccanici, dunque la posa dei materiali e la realizzazione degli ancoraggi è stata eseguita da tecnici rocciatori, in cordata.

Il Comitato e il sacrario in memoria dei Caduti di Sabbiuno

Il Comitato per le onoranze ai Caduti di Sabbiuno è presieduto a rotazione biennale e in ordine alfabetico dai Comuni che ne fanno parte. Per i bienni 2019-20 e 2021-22 è stato presieduto dal Comune di San Lazzaro di Savena che si è impegnato per valorizzare quanto possibile il monumento, per farlo conoscere a un numero sempre maggiore di persone.

Il sacrario ai Caduti di Sabbiuno, capace di suscitare nei bolognesi un forte senso di appartenenza e di affetto, è un luogo importante del territorio nel quale i bolognesi possono ritrovare un pezzo della loro storia, tanto tragica quanto evocativa. In quel punto, infatti, vennero fucilati un centinaio di partigiani e antifascisti bolognesi, posizionati sul ciglio del calanco in modo che i corpi rovinassero in basso. Fu possibile recuperarli solo a Liberazione avvenuta e non tutti furono identificati.

Il monumento, uno dei più importanti della Resistenza, frutto del lavoro volontario e coordinato di tanti e gestito dal Comitato per le Onoranze ai Caduti, è stato realizzato nel 1974 su progetto del gruppo "Città nuova" coordinato da Letizia Gelli Mazzuccato autrice anche del Monumento alle Cadute partigiane di Villa Spada. Il suggestivo memoriale, eretto a memoria della strage del dicembre del 1944 che vide la fucilazione di decine di antifascisti bolognesi ad opera dei militari tedeschi, intende sottolineare i luoghi con segni tangibili, che permettono ai visitatori quasi di rivivere quei tragici eventi. Collocato sul crinale tra Reno e Savena offre, per la sua posizione dominante, ampie vedute panoramiche sulle due vallate. Un'aula a fianco del monumento ospita una mostra fotografica ed uno spazio dedicato ad attività didattiche per le scuole.
 

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