Cronaca

Aviaria, al via l'abbattimento delle ovaiole: "Nessun rischio per l'uomo"

L'anatra Germano responsabile dell'epidemia che porta all'abbattimento di quasi 600mila capi a Mordano. Lunedì l'Italia dovrà riferire a Bruxelles

Ieri l'Unità di crisi riunita a Bologna quantifica in 'quasi 600.000' le galline da abbattere nell'allevamento di Mordano. Intanto la Regione Emilia-Romagna precisa che ''sono in via di conclusione le operazioni di svuotamento e disinfezione dell'allevamento di Ostellato (Ferrara)'', il primo colpito, il 13 agosto, comportando qui l'abbattimento di 128.000 galline. Entrambi sono della filiera del gruppo Eurovo.

Da ieri, al ritmo di circa 50mila al giorno, è iniziata la mattanza dei polli che vengono gasati, mentre le uova prenderanno la strada di Parma dove saranno distrutte nell'inceneritore.

NUOVO FOCOLAIO. Oggi, un nuovo focolaio di contagio da aviaria è stato individuato in un allevamento di 18mila tacchini a Portomaggiore, nel ferrarese. L'allevamento si trova non molto distante dal sito di Ostellato, il primo ad essere stato colpito dall'aviaria. Gli esami hanno confermato la presenza del virus del tipo H7. Lo comunica la Regione. Il focolaio è stato individuato grazie alla rete di protezione stesa per prevenire la diffusione del virus. Nell'allevamento si era verificata una mortalità anomala dei volatili. Gli esami specialistici sono stati condotti dalla sezione di Forlì dell'Istituto zooprofilattico, e confermati dal Centro nazionale di riferimento per l'influenza aviaria di Padova, sui campioni prelevati nell'allevamento. Per fronteggiare il nuovo caso, la Regione Emilia-Romagna ha già emanato un'ordinanza per l'attuazione delle misure straordinarie previste dalla normativa sanitaria che comprende, tra le altre, l'abbattimento degli animali presenti nell'allevamento, che inizierà al più presto. Per quanto riguarda la sicurezza alimentare, le autorità sanitarie confermano che non ci sono rischi per l'uomo derivanti dal consumo di carni di tacchino.

L'Unità di crisi riunita a Bologna all'indomani della conferma del secondo focolaio, con i responsabili di Ministero della Salute, Regione, Ausl, Istituto zooprofilattico di riferimento e Centro di referenza nazionale, hanno anche discusso dell'incontro ''previsto a Bruxelles lunedì, nel quale l'Italia fornirà ai partner europei il quadro della situazione'' e dove la Commissione europea ha approvato la decisione italiana di creare zone di protezione intorno ai focolai, decidendo che per Ostellato e comuni limitrofi rimarrà in vigore fino al 23 settembre.

DA BRUXELLES. Si tratta - spiega Bruxelles - di un focolaio ''ad alta patogenicità appartenente al sottotipo H7N7''. Tutte le autorità italiane lo confermano, ma tornando a ribadire ''l'assenza di qualunque rischio per l'uomo per il consumo di carni o uova''. ''Quando la Commissione europea parla di 'alta patogenicità' - spiega Giovanni Rezza, epidemiologo dell'Istituto superiore di sanità - si riferisce ai polli, che si ammalano e muoiono, ma per l'uomo il ceppo H7N7 non è ad alta patogenicità, ha dato solo un focolaio in Olanda e i sintomi non andavano al di là della congiuntivite, fatta eccezione per un veterinario. Il virus poi passa molto difficilmente da uomo a uomo''. In ogni modo, l'Unità di crisi ha deciso che ''da oggi sono in vigore particolari restrizioni agli spostamenti di galline dal territorio regionale'' e che ''la macellazione dei capi dovrà avvenire preferibilmente nell'ambito dell'Emilia-Romagna, così come la gestione di personale e mezzi'', escludendo dalle restrizioni solo le carni macellate e le uova già imballate.

IL MINISTERO DELLA SALUTE. Inoltre, il Ministero ha istituito altre due ampie zone di controllo (nel ravennate e nel forlivese) oltre a quelle più prossime ai focolai. Tutte misure, precisa il Ministero, per assicurare la tracciabilità delle uova ''durante la produzione, la raccolta e la distribuzione''. Come ieri Coldiretti, oggi è Copagri che esprime fiducia nelle misure predisposte e invita a evitare allarmismi: ''Il fatto che le autorità competenti abbiano rilevato un nuovo caso significa che i controlli ci sono, funzionano, che in Italia l'operato per garantire la sicurezza alimentare è efficace''. Ed e' la stessa Eurovo a confermare l'assenza di provvedimenti di ''allerta alimentare presso gli allevamenti'' e ''ribadisce la salubrità e la sicurezza alimentare di tutti i prodotti (uova in guscio, ovoprodotti e derivati) per il consumo umano. Come ribadito dal Ministero della Salute e dalla Regione Emilia Romagna - ricorda l'azienda - l'influenza aviaria non rappresenta un problema di sanità pubblica, ma esclusivamente di sanità animale''. In corso la valutazione dei danni, ma si opererà ''per contenerne il più possibile - assicura Eurovo - gli effetti sull'occupazione e l'economia del territorio''.

GEAPRESS. Per l'agenzia di stampa rischia di trasformarsi in una "ecatombe di galline, l’allarme influenza aviaria". Dall’indagine epidemiologica fino ad ora effettuata sarebbero stati "evidenziati tre allevamenti di ovaiole che potrebbero essere a rischio a causa di contatti indiretti. Uno si troverebbe in provincia di Ferrara e due in provincia di Rovigo.

Nelle misure sulla biosicurezza ora ricordate nella nota del Ministero della Salute – Dipartimento della Sanità Pubblica Veterinaria, si fa tra l’altro riferimento agli allevamenti all’aperto nelle vicinanze delle aree umide. Si tratta di aree che in Italia non escludono alcuna regione. Ovviamente con diversi gradi di copertura del territorio che rispecchiano così un diverso grado di rischio. La mappa è quella sulla diffusione del Germano reale contenuta nel Piano Nazionale Influenza Aviaria 2013. Il Germano reale è un’anatra selvatica che presenta una distribuzione in molti casi coincidente con le aree ad “alta vocazione avicola”. Nel Piano suddetto viene altresì indicato come “negli ultimi anni, anche nei paesi del bacino Mediterraneo, il numero di anatre di superficie nidificanti è certamente in aumento... Questo gruppo di animali che nidificano praticamente ovunque nell’area delle Pianura Padana, ha probabilmente raggiunto quel minimo numero (densità soglia) di soggetti in grado di  assumere il "ruolo di serbatoio epidemiologico dei virus". Quest’ultimo potrebbe essere ricondotto ai periodi di muta, quando cioè le anatre, incapaci di volare, vengono più a lungo in contatto nelle aree dove si aggregano. Il Germano muta due volte all’anno. Uno di questi periodi è proprio l’estate.

Il Ministero tende però a supporre questa eventualità già degli esami finora eseguiti sui volatili contaminati. Dai primi responsi di laboratorio, infatti, si evincerebbe  come i volatili dei primi capannoni coinvolti, ovvero quelli muniti di parchetti esterni, risulterebbero sieropositivi, ovvero venuti in contatto con il virus. Quelli positivi, ovvero con la malattia conclamata, sono i capannoni centrali. Proprio in questi si è registrato un aumento improvviso ed anomalo della mortalità. In altri termini, strada facendo il virus sarebbe mutato da LPAI a HPAI. L’H7N7 ora isolato non avrebbe collegamenti (dice sempre il Ministero della Salute) con altri virus H7 ad alta patogenicità fino ad ora isolati in Italia ed in altri paesi.

Chi è allora il nuovo H7N7? Dalle prime parziali analisi filogenetiche, parrebbe potersi individuare una similitudine con virus a bassa patogenicità fino ad ora isolati in uccelli domestici centro europei, ed uno, sempre a bassa patogenicità, selvatico. Quest’ultimo è italiano.

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