Mordano, forzano il posto di blocco e investono un Carabiniere: ricercati per tentato omicidio

L'appuntato scelto ha 48 anni ed è ricoverato al Maggiore in terapia intensiva. L'auto è stata incendiata in via Rivani

Un appuntato scelto di 48 anni è stato investito questa notte da un'auto con a bordo 4 uomini che ha forzato il posto di blocco. Il Carabiniere ha riportato un trauma cranico e la frattura di una vertebra ed è stato soccorso d'urgenza dall'ambulanza del 118. 

Il tentato furto e la fuga

Poco prima delle 4 di questa notte, dopo aver messo a segno una spaccata in un bar-tabacchi a Fusignano, in provincia di Ravenna, fruttata solo un paio di stecche di sigarette perchè notati da alcuni passanti. In quattro dunque si sono dati alla fuga a bordo di un'Alfa 156, ma ad attenderli a Mordano, tra via Lughese e via Cavallazzi, c'erano i Carabinieri del Radiomobile di Imola. 

Mentre,quando l'auto ha rallentato, due sono riusciti a fuggire a piedi, il conducente ha forzato il posto di blocco, ha ingranato la marcia e ha investito il Carabiniere. Sul posto sono arrivati quindi i soccorritori del 118 che lo hanno trasportato d'urgenza al Pronto Soccorso dell'Ospedale Maggiore: a causa del trauma cranico e la frattura di una vertebra, il militare è ora ricoverato nel reparto di terapia intensiva e non sarebbe in pericolo di vita e due dei quattro rapinatori sono ricercati per tentato omicidio. 

Questa mattina l'auto usata dai quattro rapinatori è stata ritrovata dalla Polizia incendiata a Bologna in via Rivani, completamente distrutta dalle fiamme. 

Lega invoca pene severe

Sul caso è intervenuto anche il leader del Carroccio Matteo Salvini esprimendo "solidarietà e riconoscenza all’Arma e a tutte le Forze dell’Ordine". Sempre dalla fila della Lega si invocano "pene severe per chi offende e compie violenza contro gli uomini e le donne in divisa”.

Fsp all'attacco: appartenenti forze dell'ordine non tutelati in questo Paese

Interviene anche Valter Mazzetti, Segretario Generale della Federazione Fsp Polizia di Stato, attaccando: "Oggi, mentre aspettiamo che Amnesty commenti questa notizia con la stessa puntualità con cui ci accusa di usare violenza sui cittadini, ci chiediamo cosa sarebbe successo se il collega avesse tentato di difendersi magari mettendo mano all’arma?”. “La verità – continua Mazzetti – è che in questo strano paese delinquenti, criminali e violenti sono più tutelati e garantiti degli appartenenti alle Forze dell’ordine, lasciati senza strumenti idonei, e senza tutele legali e operative sufficienti, nonché esposti agli effetti nefasti di una mentalità che li vuole bersagli buoni per tutte le occasioni e vittime sacrificali sull’altare della sicurezza pretesa ma non tollerata, né seriamente predisposta"

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