Morìa di pesci in Appennino, la Regione pronta a chiedere i danni

Gli effetti dello svuotamento di un bacino idrico al confine con la Toscana rischiano di finire in tribunale

"Vista la gravità di quanto accaduto, la Regione, anche attraverso i propri Enti strumentali, darà corso alle azioni del caso nei confronti dei responsabili. Sia sul piano penale, sia per quanto riguarda la richiesta di risarcimento economico per danno ambientale".

Cosi' l'assessore regionale all'Ambiente, Irene Priolo, intervenendo sui danni ambientali al fiume Reno e al Torrente Limentra, le cui acque sono state rese torbide a seguito ad alcune operazioni di svaso del bacino diga di Pavana (provincia di Pistoia) imposto dal provvedimento urgente e contingibile dell'ufficio tecnico per le dighe di Firenze e realizzato operativamente da Enel Green Power.

VIDEO| Alto Reno: fiume invaso dal fango, morìa di pesci

Operazione che ha avuto, tra l'altro, come conseguenza anche una diffusa moria di pesci. "Già oggi nella sede della Regione- aggiunge Priolo- si è svolto un primo incontro per valutare i fatti accaduti e la necessità di eventuali provvedimenti specifici per il ripristino dello stato dei luoghi e dell'ecosistema".

Secondo la ricostruzione dei fatti definita in Regione, ueri, nell'ambito della fase conclusiva delle operazioni di svaso della Diga di Pavana effettuate da Enel Green Power, si è verificato un rilascio ingente di sedimenti sul Torrente Limentra di Sambuca, "eccedente il quantitativo previsto nel Piano operativo presentato da Enel. I sedimenti fuoriusciti dalla Diga hanno determinato una forte torbidità delle acque e una riduzione dell'ossigeno che ha comportato una moria di pesci, oltre alle evidenti problematiche generate all'intero ecosistema".

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Un primo sopralluogo effettuato da Arpae, nelle fasi immediatamente successive al riversamento, ha permesso di verificare che la torbidità si è propagata fino al fiume Reno a località Riola Ponte nel Comune bolognese di Grizzana Morandi (Red/ Dire)

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