Addio alla Vilma, regina della tagliatella alla bolognese

La sua trattoria “Wilma” a San Vincenzo di Galliera l'ha consacrata signora indiscussa dei fornelli della pianura bolognese

Scomparsa a causa di un male incurabile la proprietaria della storica, omonima, trattoria. Domani pomeriggio i funerali nella Parrocchia di San Vincenzo di Galliera Un concentrato di energia, dedizione al lavoro e alla famiglia, passione per la cucina petroniana. Era Vilma Monutti, scomparsa all’età di 75 anni, signora indiscussa dei fornelli della pianura bolognese con la sua trattoria “Wilma” a San Vincenzo di Galliera. 

Partita da un negozio di generi alimentari (punto di ritrovo per il paese dove, accanto a pane e salumi, si potevano trovare sigarette e trinciato per la pipa) negli anni ’70 Vilma – nel frattempo iscrittasi all’Ascom - decide che è giunta l’ora di svoltare: comincia la storia di un locale, col suo nome ben impresso sull’insegna, che metterà a tavola generazioni di bolognesi, educandoli al culto della “tagliatella e dei tortellini della Wilma”. 

Rimasta vedova ancora giovane, si divide tra casa - per lei due figli Andrea e Stefano che hanno preso le redini del locale e dell’hotel “La Fornace”, nato all’alba del 2000 in omaggio a un vecchio pallino del marito, Franco Baroni -, cucina e sala, dove spesso ama intrattenersi con i clienti, sempre pronta a dispensare sorrisi affettuosi e consigli appropriati. 
Che fossero pranzi d’affari con primo e caffè o cerimonie da 100 e rotti invitati, per Vilma non faceva differenza: grazie al talento naturale affinato dalla collaborazione con la cuoca “Nesi” a cavallo tra gli anni ’70 e ‘80, in cucina la regina della tagliatella era davvero capace di tutto. 

Una cuoca “nata” e una donna di sani principi che trovava sempre il modo migliore per inserirsi amabilmente in una conversazione con i clienti: le bastava una parola, anche solo due chiacchiere, per seminare il buon umore in ogni tavolo.
Donna di fermi convincimenti, la signora Vilma,  e madre infaticabile che ha imparato a far convivere impresa e famiglia: “Mi ricordo quando, negli anni ’70, la mamma mi accompagnava in centro a Bologna perché doveva portare la contabilità mensile in Ascom - racconta il figlio Stefano, che da vent’anni è dirigente dell’Associazione a Galliera -. Per me era una festa: il viaggio da Galliera, parcheggiare all’Arcoveggio e prendere il bus per raggiungere la sede in Strada Maggiore, unico punto di riferimento visto che a quei tempi l’Ascom non aveva ancora la delegazione di Castel Maggiore. E infine l’immancabile spuntino grazie all’insistenza di quel signore che vendeva frutta davanti al portone di Palazzo Segni Masetti e alla generosità infinita di mia madre”.  

Tra i suoi avventori più affezionati Giacomino Bulgarelli, indimenticata bandiera della Bologna calcistica. Uno di quelli che, un po’ come la nostra Vilma, sapeva bene cosa significa essere numeri 10 sia nel lavoro che nella vita. 

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Oggi, i segreti della sua arte culinaria passano nelle mani sicure dei figli, anche se c’è da scommettere che da lassù qualche buon consiglio continuerà ad arrivare. “Imprenditrice e persona straordinaria - sottolinea Enrico Postacchini Presidente Confcommercio Ascom Bologna -, mancherà a tutti quelli che l’hanno conosciuta: era forte e speciale come la sua terra”. La cerimonia funebre si terrà martedì 7 febbraio 2017 alle ore 15,00 presso la Parrocchia di San Vincenzo di Galliera. 
 

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