Cronaca Santo Stefano

Bimbo Morto Freddo, indagata assistente sociale. Frascaroli: "La diferenderemo"

Dopo la morte del piccolo Devid Berghi, sotto accusa operatrice. Assessore al welfare: "Il problema è assumerci responsabilità di cio' che è accaduto... sistema servizi affaticato"

Dopo la tragica morte del piccolo Devid Berghi avenuta a gennaio scorso, sotto accusa finisce un assistente sociale. In sua difesa l'assessore al Welfare, che ne garantissce la professionalità e denuncia piuttosto "un sistema dei servizi che è enormemente affaticato".

L'operatrice, al tempo del fatto era responsabile dei servizi del quartiere Santo Stefano, e da poco trasferita al quartiere Reno (per un normale avvicendamento, ha fatto sapere il Comune), l'iscrizione è per omicidio colposo e per l'articolo 40 del codice penale: in pratica, nel fascicolo in capo alla pm Alessandra Serra, la si accusa di aver sottovalutato le condizioni disagiate della famiglia che, con due bambini appena nati (Devid e il gemellino) e una sorellina di un anno e mezzo, viveva in strada, in pieno inverno. L'assistente sociale, quindi, non avrebbe impedito un evento (la morte del bimbo per una polmonite non curata) che aveva l'obbligo giuridico di impedire. La notizia dell'iscrizione è riportata da due quotidiani bolognesi. I genitori, Sergio Berghi e Claudia Gambato, erano stati anche loro indagati per omicidio colposo, pochi giorni dopo il decesso. L'assistente sociale è stata sentita dalla Procura lunedì scorso. Fin da subito i servizi del Comune, al tempo commissariato, erano stati investiti da polemiche.

In difesa dell'indagata, ha parlato l'assessore al Welfare, Amelia Frascaroli: "Gode della nostra stima. E' una delle più competenti, capaci e attente. Faremo il possibile - ha detto all'ANSA - per proteggerla e garantirla. Giustamente, la Procura fa la sua parte". La donna si è rivolta ad un avvocato, ha spiegato Frascaroli, che le è stato indicato dall'Amministrazione. Per l'assessore, ex dirigente Caritas, "il problema per noi é assumerci la responsabilità di quello che è accaduto, con un sistema dei servizi che è enormemente affaticato". Vicende come questa "non possono ricadere sugli operatori". Perché è "il sistema intero ad avere bisogno di una profonda revisione". La tragedia della morte del bambino e i suoi risvolti giudiziari, in questo senso, "danno un'indicazione molto chiara all'amministrazione". E se per un ripensamento generale, c'é bisogno di tempo, "alcuni aggiustamenti sono da fare in modo immediato. Lo faremo a partire dalla conferenza dei servizi sociali, in novembre. In modo da consentire agli operatori di lavorare in modo più alleggerito".
 

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