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Anziani e Covid, Zuppi: "Sconfiggere la solitudine si può: serve solo l’amore"

La Messa del cardinale per ricordare le persone anziane morte per la pandemia nei centri residenziali, negli ospedali e in altre strutture di accoglienza

L'arcivescovo di Bologna, Matteo Maria Zuppi, ierimdomenica 8 novembre in Cattedrale ha celebrato una messa in ricordo degli anziani deceduti a causa del Covid-19.

La celebrazione è stata proposta anche raccogliendo le sollecitazioni delle Cra dell’area metropolitana di Bologna per ricordare le persone anziane morte per la pandemia nei centri residenziali, negli ospedali e in altre strutture di accoglienza, per essere di conforto alle loro famiglie e per ringraziare i sanitari che operano nelle strutture. Alla celebrazione erano presenti l’assessore alla Sanità del Comune Giuliano Barigazzi e l’amministratrice unica dell’ Asp – Città metropolitana di Bologna Rosanna Favato.

"Oggi sono asciugate le lacrime amare e disperate – ha detto il cardinale Zuppi nell’omelia –  e sentiamo la presenza di Gesù che libera da quella tortura che è la solitudine. Noi ci siamo sentiti soli, loro sono stati soli. Non possiamo mai accettare che una persona sia condannata a questa tortura, alla quale non vogliamo mai abituarci. Aiutare la solitudine degli altri libera dalla mia. E sconfiggere la solitudine si può: non servono macchine sofisticate, serve solo l’amore".

E ancora ha detto Zuppi nell'omelia: "Nell'Enciclica “Fratelli Tutti” Papa Francesco scrive: 'Abbiamo visto quello che è successo agli anziani in alcuni luoghi del mondo a causa del coronavirus. Non dovevano morire così. Ma in realtà qualcosa di simile era già accaduto a motivo delle ondate di calore e in altre circostanze: crudelmente scartati. Non ci rendiamo conto che isolare le persone anziane e abbandonarle a carico di altri senza un adeguato e premuroso accompagnamento della famiglia, mutila e impoverisce la famiglia stessa'. E poi aggiunge: 'Passata la crisi sanitaria, la peggiore reazione sarebbe quella di cadere ancora di più in un febbrile consumismo e in nuove forme di auto-protezione egoistica. Voglia il Cielo che alla fine non ci siano più “gli altri”, ma solo un “noi”. Che non sia stato l’ennesimo grave evento storico da cui non siamo stati capaci di imparare".

"Che non ci dimentichiamo degli anziani morti per mancanza di respiratori, in parte come effetto di sistemi sanitari smantellati anno dopo anno. Che un così grande dolore non sia inutile – ha concluso il cardinale – che facciamo un salto verso un nuovo modo di vivere e scopriamo una volta per tutte che abbiamo bisogno e siamo debitori gli uni degli altri, affinché l’umanità rinasca con tutti i volti, tutte le mani e tutte le voci, al di là delle frontiere che abbiamo creato".

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