Morto durante la rivolta al carcere della Dozza: letale il mix di farmaci, si va verso l'archiviazione

Nella cella trovate "106 pasticche e 6 siringhe, di cui una appariva usata celate sotto il materasso"

Quando il compagno di cella aveva tentato di svegliarlo, si è accorto che qualcosa non andava, così aveva chiamato i soccorsi, in seguito quindi venne constato il decesso di un detenuto straniero, rinchiuso al carcere della Dozza. E' il tragico epilogo della rivolta scoppiata al carcere della Dozza di marzo scorso,in piena emergenza sanitaria da covid, quando alcuni detenuti avevano dato alle fiamme dei materassi, mentre altri erano riusciti a occupare alcune sezioni della struttura detentiva e a scardinare gli armadi contenenti i farmaci. 

Visti i risultati dell'autopsia e degli accertamenti, il sostituto procuratore Manuela Cavallo, titolare delle indagini, ha chiesto l'archiviazione poiché la persona deceduta, alla quale erano stati prescritti dei farmaci per il controllo dello stato di ansia "abbia assunto volontariamente sostanze prelevate abusivamente dalla farmacia del carcere, durante la rivolta dei detenuti dei due giorni antecedenti alla morte e che questa sia avvenuta per overdose", si legge nell'atto. 

VIDEO|Rivolta detenuti alla Dozza: carcere devastato

Gli inquirenti non hanno potuto prendere visione delle immagini delle telecamere, danneggiate durante i disordini, ma in cella erano state trovate "106 pasticche e 6 siringhe, di cui una appariva usata - rivela il magistrato - celate sotto il materasso della persona deceduta" sul corpo del quale non sono stati rinvenuti lesioni o segni di violenza.

I disordini di marzo 

Il 10 marzo gli agenti della Polizia penitenziaria erano entrati nell'area dell'istituto in cui i detenuti si erano barricati dal giorno prima. le proteste all'interno del carcere di Bologna seguivano a ruota quelle di Salerno, Modena, Poggio Reale e Foggia. Alla base delle mobilitazioni, le forti restrizioni adottate per cercare di evitare la diffusione del Coronavirus.

Numerosi i feriti tra agenti di Polizia penitenziaria e detenuti, oltre alla devastazione dei locali dell'istituto. Erano inoltre stati alle fiamme tre mezzi delle Forze dell'ordine. All'origine della violenta protesta, ha fatto sapere ieri la Questura, c'è la notizia della sospensione dei colloqui con i familiari, misura che rientra tra i provvedimenti presi per fronteggiare l'emergenza sanitaria.

Nel corso delle contestazioni, erano stati assaltati gli ambulatori e aperti gli armadi che contengono farmaci e metadone. Sono diversi i detenuti sottoposti a metadone e tossicodipendenti che quindi "presentano molti disagi di tipo psichiatrico documentato" aveva scritto il sindacato Sinappe che all'indomani delle proteste, aveva anche denunciato  il sequestro di frutta messa a macerare e di "sorprendenti quantità di alcolici". “

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