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Droga e morte in vicolo Facchini: "Denunciamo da mesi, siringhe ovunque. Più controlli"

Ieri il decesso di un 33enne per overdose. Raccolte un centinaio di firme dai residenti della zona

 

Droga, spacciatori e tossicodipendenti. Dalla mattina presto fino a sera. È questo lo scenario che ogni giorno i residenti e i lavoratori di vicolo Facchini, la stradina che collega via San Vitale a via Belle Arti, si trovano davanti. È di ieri la notizia della morte per overdose di un 33enne, ma la situazione è nota da tempo. Così come le denunce dei cittadini. 

Il ragazzo, un forlivese senza fissa dimora, era ancora in preda alle convulsioni quando due residenti lo hanno soccorso. Per lui, purtroppo, non c'è stato niente da fare, ma per bonificare la zona invece continuano a fare molto. 

"Facciamo quel che possiamo - afferma un residente, Piero Maria Giovannini - abbiamo un gruppo whatsapp nel quale raccogliamo foto e video di varie situazioni di spaccio e degrado, che poi segnaliamo alle forze dell'ordine. Stiamo raccogliendo le firme per chiedere più sicurezza e controllo della zona: telecamere, unità cinofile. Ne abbiamo raccolte già un centinaio - continua - e a fine mese le porteremo in questura".

La situazione è nota alle istituzioni e alle forze dell'ordine - i carabinieri, dopo l'episodio di ieri, hanno già intensificato i controlli in zona - tanto che in Comune si era parlato di chiudere la strada con un cancello.

"Così sarebbe peggio - afferma un'altra residente - si finirebbe per creare un ghetto e non si risolverebbe di certo il problema. Ci sono giorni in cui non si riesce proprio a camminare. Per fortuna qui c'è il ristorante Sale Grosso che fa vera e propria resistenza: se la domenica non fosse aperto, sarebbe ancora più invivibile".

"Se vogliamo più forze dell'ordine? Certo - afferma - ma effettivamente non so quali siano le loro competenze, se hanno dei presidi fissi dai quali non possono spostarsi. Ad ogni modo - aggiunge - io ho due bambini e non so più che strada fargli fare per aggirare, prima via Petroni, adesso anche via Marsala. Quando arriviamo a casa e passiamo di qui - conclude - dico loro di chiudere gli occhi e poi proseguo".

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