E' morto Francesco Berti Arnoaldi Veli, il partigiano "Checco"

Liberata Gaggio Montano nell'ottobre successivo dalle forze partigiane, assunse la carica di segretario dell'amministrazione comunale di guerra e divenne membro del CLN locale fino alla definitiva liberazione del territorio

Foto associazione Angioletto Castiglioni

Francesco Berti Arnoaldi Veli, l'avvocato partigiano di Gaggio Montano, è scomparso all'età di 92 anni. Detto "Checco", nacque da Gaetano e Livia Araldi il 19 maggio 1926 a Bologna. Dopo la guerra si laureò in Giurisprudenza seguendo le orme del padre. 

"Non basta dire grazie a un uomo come Francesco Berti Arnoaldi Veli. Per la sua battaglia di partigiano, per il suo ruolo nella cultura della nostra città e nella memoria della guerra di Liberazione come presidente dell’Istituto Ferruccio Parri - ha scritto il sindaco Virginio Merola in una nota - Checco ha attraversato la storia d’Italia da protagonista e il modo migliore per onorarlo è far conoscere tutto quello che ha fatto. Perché, come diceva spesso agli studenti che incontrava nelle scuole, 'la Resistenza si vive oggi e domani, non ieri, tutti giorni si è chiamati a una scelta. Ai suoi figli, Giovanni, Giuliano e Ugo, e a tutti i familiari invio il mio più sentito cordoglio".

"Con la scomparsa di Francesco Berti Arnoaldi Veli Bologna perde uno dei suoi figli migliori – commenta il presidente del gruppo Pd nell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna Stefano Caliandro – Berti è stato un partigiano della democrazia, durante la Resistenza e poi per il resto della sua lunga vita. Lo ricordo sempre presente alle commemorazioni della Guerra di Liberazione come portavoce dei partigiani azionisti. Inoltre, Berti è stato partecipe, come uomo di legge e come cittadino, anche di tutti i principali momenti e movimenti civili, da quello per la pace a quelli contro il terrorismo e lo stragismo, per la giustizia e la legalità. Così facendo è stato per molti decenni un punto di riferimento di tutta la città, oltre che per chi aveva vissuto con lui il tempo della lotta più drammatica. La sua figura di intellettuale laico si iscrive fra le principali della grande scuola di Giustizia e Libertà, interprete di un filone decisivo della storia culturale e politica del nostro Paese. Sono vicino ai suoi familiari e a quanti gli sono stati compagni e amici".

Domenica 30 dicembre, dalle 10 alle 18, nella Sala Tassinari di Palazzo d’Accursio sarà allestita la camera ardente. I funerali si terranno lunedì 31 dicembre alle 10.30 nella basilica di San Domenico.

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Nel 1943 residente a Gaggio Montano. Studente liceale. Renitente alla chiamata alle armi effettuata dalla RSI nel giugno 1944, fu fra gli organizzatori dei primi gruppi che confluirono nella brigata GL Montagna. 
Liberata Gaggio Montano nell'ottobre successivo dalle forze partigiane, assunse la carica di segretario dell'amministrazione comunale di guerra e divenne membro del CLN locale fino alla definitiva liberazione del territorio avvenuta nel marzo 1945. Riconosciuto partigiano, con il grado di sottotenente, dal 26 giugno 1944 alla Liberazione. Testimonianza in RB3. Ha pubblicato: Cantatine partigiane, Bologna, 1965; Coi miei compagni io devo restare, Venezia Padova, 1974; Viaggio con l'amico. Morte e vita di Giuliano Benassi, Palermo, Sellerio, 1990, pp.112. (scheda da: Storia e Memoria di Bologna)

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