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Morto dopo operazione all'anca, assolti i medici

Secondo l'ipotesi accusatoria, i camici bianchi non si sarebbero accorti di una copiosa emorragia

Sono stati assolti in primo grado con formula piena, perché il fatto non sussiste, i tre medici dell'ospedale privato accreditato 'Nigrisoli' di Bologna accusati di omicidio colposo per la morte, avvenuta il 31 ottobre 2013, del 75enne fiorentino Piero Masselli.

L'uomo morì due giorni dopo essere stato operato per inserire una protesi all'anca, e i tre internisti assolti oggi sono i professionisti che lo seguirono nella fase post-operatoria. Per i tre, la stessa Procura aveva chiesto l'assoluzione, mentre i legali di parte civile avevano chiesto al giudice Fabio Cosentino di condannarli alla pena che avesse ritenuto più giusta e a risarcire 300mila euro al figlio di Masselli e 350mila alla vedova.

Secondo l'ipotesi accusatoria, non accolta da Cosentino, i medici non si sarebbero accorti di una copiosa emorragia in atto, tanto che il 30 ottobre il paziente fu trasferito alla nefrologia del Sant'Orsola, e il 31 morì dopo un intervento ormai tardivo. E proprio per valutare la condotta di chi ebbe in cura Masselli al Sant'Orsola il giudice ha disposto, nella sentenza, il rinvio degli atti alla Procura, mentre le motivazioni dovrebbero essere depositate nel giro di 90 giorni. (Ama/ Dire)

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