Addio a Sergio Zavoli, Bonaccini: "La vita a disposizione del servizio pubblico"

Un uomo della terra di Romagna. Il giornalista, ex parlamentare, presidente Rai, autore e conduttore ci lascia all'età di 96 anni 

Un uomo della terra di Romagna. Sergio Zavoli, giornalista, ex parlamentare, presidente Rai, autore e conduttore ci lascia all'età di 96 anni. 

"Un maestro della televisione, uno straordinario narratore e osservatore del proprio tempo, che fu anche uomo delle Istituzioni. Una figura di straordinario spessore, umanità, intelligenza e cultura, che ha messo la propria vita a disposizione del servizio pubblico - ha scritto il presidente della Regione Stfano Bonaccini in una nota - Sergio Zavoli, nato a Ravenna, aveva radici forti e un solido legame con questa terra, di cui resterà una delle espressioni più alte. Alla nostra Regione, lo voglio ricordare, ha fatto un dono grandissimo. Dal 2004 al 2017 ha presieduto la Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati: strumento di sostegno vero, sia morale che economico, per chi ha subito e sofferto reati particolarmente efferati. E anche in questo ruolo ha messo tutto sé stesso, e il suo forte senso della giustizia e della verità. Ai familiari va l’affettuoso pensiero e il commosso abbraccio dell’intera comunità regionale". 

Il documentario 'Guida per camminare all'ombra' di Renzo Renzi (1954), è conservato alla Cineteca di Bologna e racconta dei portici con voce narrante del giornalista Sergio Zavoli, scomparso il 4 agosto a Roma. 

Addio a Sergio Zavoli, Bonaccini: "La vita a disposizione del servizio pubblico" 

Il documentario verrà proiettato in piazza Maggiore e alla BarcArena, prima del film oggi, 5 agosto, previsto dal cartellone ("Parigi o cara" con Franca Valeri). Lo annuncia il sindaco Virginio Merola. "Per ricordare una grande personalità del giornalismo e della cultura italiana come Sergio Zavoli abbiamo pensato di metterci un tocco di Bologna", scrive il primo cittadino sui social. A dirigere il corto fu "nel 1954 Renzo Renzi e la Cineteca l'ha restaurato e proiettato in piazza l'anno scorso. È il nostro modo per ricordare un maestro che tanto ha dato al nostro paese", conclude Merola".

Una vita in Rai quella di Zavoli: la prima notorietà con i documentari Scartamento ridotto, Notturno a Cnosso (premio Italia 1954), Clausura (premio Italia 1957, tradotto in sei lingue). Poi nel 1962 aveva pensato e fondato la mitica trasmissione televisiva Processo alla tappa, un programma sportivo incentrato sul Giro d'Italia. Dal 1976 all’80 fu direttore del Gr1, dall’80 all’86 presidente della Rai. Aveva senso di responsabilità, spirito di servizio e un'idea etica dell'informazione che ora si è ampiamente persa nel servizio pubblico.

Seguì anche l'impegno in politica. Eletto al Senato nelle liste dei Democratici di Sinistra nel 2001, nelle liste dell'Ulivo nel 2006 e nel Partito Democratico nel 2008 e nel 2013. A proposito della sua morte, ragionava non senza ironia da vero giornalista: "Non vorrei andarmene senza essere presente al congedo. Dopo l'evento della mia nascita, vorrei non perdermi quello, conclusivo, del congedo".

Entrò alla Rai nel 1947 come giornalista radiofonico. E fin quasi dagli esordì della carriera realizzò con Cesare Zavattini un nuovo genere di documentari, detti all'italiana, basato su storie riprese nel loro stesso ambiente sonoro e non ricostruite in studio. Nel 1962 Zavoli creò la trasmissione televisiva "Processo alla tappa", un programma sportivo incentrato sul Giro d'Italia. Già nella sua prima edizione, rivoluzionò il modo di trattare lo sport in tv: andava in onda dopo la conclusione di ogni tappa e da un palco improvvisato nei pressi della linea del traguardo si alternavano corridori, direttori sportivi, giornalisti. Passato definitivamente alla televisione nel 1968, Zavoli ha ideato trasmissioni di grande successo dedicate all'attualità (Tv7, Az, Controcampo); fu poi (1969) condirettore del Telegiornale, direttore del Gr1 (1976) e presidente della Rai (1980-86). Direttore de "Il Mattino" di Napoli (1993-94), ha collaborato come opinionista a varie riviste (Oggi, Epoca, Jesus). Senatore della Repubblica dal 2001 al 2018, nel 2009 era stato eletto presidente della commissione parlamentare per la vigilanza sulla Rai. Attento alle problematiche morali e sociali dell'età contemporanea, Zavoli ha scritto vari saggi, come "Viaggio intorno all'uomo" (1969), "Nascita di una dittatura" (1973), "La notte della Repubblica" (1992), legati a sue trasmissioni televisive di successo. Ha pubblicato inoltre: "Dieci anni della nostra vita: 1935-1945" (1960); "Altri vent'anni della nostra vita: 1945-65" (1965); "Figli del labirinto" (1974); "Socialista di Dio" (1981); "Romanza" (1987); "Di questo passo" (1993); "Un cauto guardare" (1995); "Dossier cancro" (1999); "Il dolore inutile" (2002); "Diario di un cronista" (2002); "La questione: eclissi di Dio e della storia" (2007). Nel 2011 ha pubblicato il libro autobiografico "Il ragazzo che io fui", storia personale che diventa viaggio nella memoria dell'Italia. E' stato autore di raccolte poetiche come "L'infinito istante (2012) e "La strategia dell'ombra" (2017). Tra i tanti programmi televisivi di Zavoli "Viaggio nel sud" (1992); "Nostra padrona televisione" (1994); "Credere, non credere" (1995), dal quale è stato tratto un volume (1997).

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