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Moschea Bologna, guerra di cifre sul valore della permuta

La Lega chiede conto di una disparità tra stime, i tecnici del Comune: 'Mercato e regole sono cambiati, e anche i valori dei terreni'

È la dirigente del settore lavori pubblici del comune Rafaela Bruni a fare il punto sui dubbi dell'opposizione in merito alla permuta alla pari per la moschea di Bologna, una operazione che permetterebbe alla comunità islamica locale di acquisire il diritto di superficie della attuale sede di via Pallavicini.

A sollevare le perplessità tra i banchi dell'opposizione la Lega Nord, che in merito ha chiesto e ottenuto per il tema una udienza conoscitiva in commissione affari generali.

È il consigliere Bosco ad aprire la discussione chiedendo come mai il valore della permuta si attesti intorno ai 300mila euro, quando nel 2007 una stima del Comune sull'area valutava 6400 metri quadri di terra di visale Felsina, tra un milione e trecentomila euro e un milione e cinquecentomila euro.

Nel rispondere, Bruni commenta che in dieci anni "il mondo è cambiato, sia nel mercato immobiliare che nei progetti e nelle destinazioni d'uso" e fare un confronto è fuorviante. Detto ciò, il valore pieno di via Pallavicini oggi, in sostanza, è intorno al 580mila euro, dato che l'aumento ipotetico della cubatura, fino a un massimo di 7000 metri cubi, deve però sopperire anche di tutta una serie di opere connesse, come parcheggi adeguati e strade più larghe.

Anche l'area che il Comune andrà ad acquisire con la permuta, 6400 metri quadrati in Viale Felsina, ha un valore di circa 300mila euro. Questo perché, sebbene si trovi in una zona più centrale al massimo, quell'area, stanti i piani regolatori "potrebbe diventare un giardino o al massimo un parcheggio" taglia corto Bruni.

Di qui la valutazione dei 305mila euro, ai quali la comunità islamica dovrà aggiungerne circa altri 250mila per acquisire anche il diritto edificatorio, un diritto edificatorio che però non può eccedere -secondo i tecnici del comune- i mille metri quadrati di superficie edificabile su un totale 2400, la superficie sulla quale è costruito il centro islamico di via Pallavicini.

Rassicurazioni che non bastano all'opposizione: "Non sono un tecnico, ma ho l'impressione che quell'immobile valga di più di quanto dichiarato" scandisce il consigliere Marco Lisei mentre il consigliere Bosco pone l'accento sugli effettivo proprietario dell'area che, ricorda, "non sarà la comunità islamica di Bologna" ma all'ente di gestione dei beni islamici "di cui non sappiamo nulla" conclude il consigliere del Carroccio.

Per rispondere a questa domanda interviene di nuovo Lafram: "L'ente non gestisce nulla direttamente", afferma, ma è un contenitore usato dalla rete islamica, che poi cede in comodato gratuito la gestione del bene. 

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