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Doisneau a Palazzo Pallavicini: la mostra in anteprima | VIDEO

Dal 6 marzo al 21 giugno 143 opere del grande fotografo francese nelle sale di via San Felice

 

Il coronavirus non ferma la cultura: a Palazzo Pallavicini da domani, e fino al 21 giugno, c'è la mostra dedicata al fotografo francese Robert Doisneau, celebre per la foto Le baiser de l'hotel de ville. Le opere sono 143, scelte direttamente dalle figlie di Doisneau che hanno visionato 450mila negativi.

Gli ingressi, come da decreto, saranno ridotti, in media una settantina di persone in meno. "Si entrerà massimo 120 per volta – afferma Chiara Campagnoli di Palazzo Pallavicini – parliamo di uno spazio di 900 metri quadri, quindi non credo ci sarà nessun problema. Ci sarà un collaboratore che in sala controllerà le distanze – continua – ma sta al buon senso di tutti riuscire a visitare la mostra in tutta sicurezza. All'ingresso, comqunue, ci sono tutti i cartelli e le informazioni: disinfettante per le mani compreso".

La mostra

La mostra è curata dall’Atelier Robert Doisneau, creato da Francine Deroudille e Annette Doisneau per conservare e rappresentare le opere del fotografo, ed è organizzata da Pallavicini s.r.l. di Chiara Campagnoli, Deborah Petroni e Rubens Fogacci in collaborazione con diChroma photography.

Sono 143 le opere in mostra nelle prestigiose sale di Via San Felice, tutte provenienti dall’Atelier. L’esposizione è il risultato di un ambizioso progetto del 1986 di Francine Deroudille e della sorella Annette - le figlie di Robert Doisneau - che hanno selezionato da 450mila negativi, prodotti in oltre 60 anni di attività dell’artista, le immagini della mostra che ci raccontano l’appassionante storia autobiografica dell’artista.

"I sobborghi grigi delle periferie parigine, le fabbriche, i piccoli negozi, i bambini solitari o ribelli, la guerra dalla parte della Resistenza, il popolo parigino al lavoro o in festa, gli scorci nella campagna francese, gli incontri con artisti e le celebrità dell’epoca, il mondo della moda e i personaggi eccentrici incontrati nei caffè parigini, sono i protagonisti del racconto fotografico di un mondo che 'non ha nulla a che fare con la realtà, ma è infinitamente più interessante'. Doisneau non cattura la vita così come si presenta, ma come vuole che sia. Di natura ribelle, il suo lavoro è intriso di momenti di disobbedienza e di rifiuto per le regole stabilite, di immagini giocose e ironiche giustapposizioni di elementi tradizionali e anticonformist".

Influenzato dall'opera di André Kertész, Eugène Atget e Henri Cartier-Bresson, Doisneau conferisce importanza e dignità alla cultura di strada, con una particolare attenzione per i bambini, di cui coglie momenti di libertà e di gioco fuori dal controllo dei genitori, trasmettendoci una visione affascinante della fragilità umana.

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