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Sabato, 18 Maggio 2024
Cronaca

Movida, giovani 'schedati' in piazza: scontro tra sinistra e Lega

Alcuni consiglieri comunali tra Pd, Coalizione e Santori contestano la politica di identificazione preventiva messa in campo dalle forze dell'ordine nelle zone ad alta densità di frequentazione. Il Carroccio uguale e contrario: "Fanno bene, lasciamoli lavorare"

Nuovo fronte aperto sul tema movida. Secondo quanto viene riportato da alcuni giorni le Forze dell'ordine a Bologna "identificano giovani e adolescenti tramite fotosegnalamento. La scena si è ripetuta nell'ultimo fine settimana in diversi luoghi e piazze della città: in tanti hanno testimoniato di essere stati avvicinati da Polizia di Stato e Carabinieri e di essere stati fotografati con in mano il documento di identità, sotto minaccia di essere scortati in Questura. Tutto questo senza alcuna motivazione apparente che ne giustificasse la richiesta".

E la cosa preoccupa non poco un gruppo di consiglieri comunali di maggioranza che oggi, con una presa di posizione comune, parla di "un trattamento ancor più grave se pensiamo a quanto hanno vissuto le ragazze e i ragazzi, i quali a fatica stanno riconquistando spazi di incontro e relazione dopo due anni durissimi, tra isolamento, dad e lacerazione delle loro reti sociali".

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In calce le firme di Mattia Santori e Mery De Martino, esponenti dei dem di Palazzo D'Accursio, Siid Negash e Giacomo Tarsitano (lista Lepore), Detjon Begaj e Simona Larghetti, di Coalizione civica. "Come consiglieri non possiamo che essere preoccupati di fronte a questa strategia che rischia di criminalizzare indiscriminata... un'intera fascia d'età, convinti che la linea portata avanti fin qui di non rincorrere solamente l'emergenza ma di immaginare risposte strutturali sia la linea sulla quale insistere", affermano i sei esponenti della maggioranza che sostiene il sindaco di Bologna, Matteo Lepore.

Lega: "Identificazioni? C'è un motivo, lasciamo lavorare le Fdo"

"Totale solidarietà alle forze dell'ordine di Bologna. In piazza intervengono e schedano solo quando si agitano le acque. Se una rissa sta cominciando o è già cominciata, intervengono e chiedono il documento. L'ho visto in prima persona", afferma Matteo Di Benedetto, consigliere comunale della Lega e responsabile del dipartimento sicurezza, rispondendo agli appunti dei consiglieri di maggioranza.

"È tutto regolare e pienamente rispettoso dei diritti di tutti e in più ha un'efficace funzione dissuasoria. Si diffonde la voce e chi si ritrova in piazza allo scopo di fare una rissa ci pensa due volte", continua il consigliere della Lega. "Le forze dell'ordine stanno facendo un lavoro intenso, con uno sforzo davvero notevole, per tutti noi. Andrebbero aiutate e sostenute, non accusate", conclude l'esponente del Carroccio.

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