Coronavirus e multe polizia locale, ingiunzioni in arrivo: "Ma c'è proroga"

Il Comune precisa che le pratiche già elaborate sono state spedite ma che comunque vale la proroga prevista dal decreto Cura Italia

E' così: anche con l'emergenza coronavirus, la Polizia locale di Bologna sta notificando ingiunzioni di pagamento per sanzioni al Codice della strada. Però anche le scadenze di questi pagamenti slittano al 30 giugno, come previsto dal decreto Cura Italia.

E' il chiarimento fornito dal dirigente del settore Entrate di Palazzo D'Accursio, Mauro Cammarata, dopo le critiche sollevate qualche giorno fa da Fdi. Nelle ingiunzioni ricevute dai cittadini in questi giorni, ha segnalato Fdi, si danno 30 giorni di tempo per il pagamento prima della riscossione coattiva.

"Un fatto grave a cui l'amministrazione deve subito porre rimedio", afferma il capogruppo di Fdi, Francesco Sassone, rilanciando il tema oggi in commissione. Le ingiunzioni in questione "erano partite prima del coronavirus", spiega Cammarata: i tempi sono lunghi perché "si tratta di un procedimento complesso". La macchina, insomma, è andata avanti nonostante l'emergenza.

Nel caso della Tari è andata diversamente, perché l'amministrazione ha deciso di rinviare i pagamenti a settembre e intanto ha stoppato l'invio dei bollettini, mentre invece "non siamo riusciti a fermare il flusso delle ingiunzioni", riferisce il dirigente.

Detto ciò, "dev'essere chiaro che le ingiunzioni rientrano in pieno nel decreto Cura Italia e pertanto il pagamento scade il 30 giugno", rassicura Cammarata. Però, allo stesso tempo, "ci tengo a sottolineare che le ingiunzioni- aggiunge Cammarata- sono relative a verbali notificati e non pagati nel primo semestre 2018, cioè due anni fa. Potevano essere pagate quando sono state regolarmente notificate", così come ha fatto "la stragrande maggioranza dei contribuenti".

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Intanto, il tema dei crediti da riscuotere si aggiunge alle difficoltà sulle entrate che il Comune sta registrando a causa della crisi sanitaria. In altre parole, il problema riguarda "non solo le entrate 2020 ma anche quelle passate- fa notare Cammarata- cioè i crediti a bilancio che dobbiamo riscuotere, perché la nostra capacitaà di riscossione sarà completamente diversa". Nella situazione di difficoltà generale "c'è gente che farà più fatica a pagare anche i debiti precedenti" e in più, ricorda il dirigente, "c'è un blocco della nostra attività, perché non possiamo usare gli strumenti di riscossione coattiva fino al 31 maggio. Anche dopo occorrerà una certa gradualità e tutto questo si farà sentire pesantemente sui numeri". (Pam/ Dire)

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