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Museo archeologico: restauro dal vivo della Mummia di Usai

Un grande box/laboratorio nel cuore della sezione egiziana: al suo interno la restauratrice eseguirà il meticoloso intervento sulla mummia della XXVI Dinastia (664-525 A.C.) sotto gli occhi del pubblico

Restauro 'live' per la mummia di Usai, le spoglie del figlio di Nekhet e di Heriubastet, del quale si conservano nel Museo Civico Archeologico di Bologna anche i due sarcofagi: uno interno di tipo antropoide e uno esterno a cassa con i pilastrini angolari e il coperchio a botte, che sono decorati e iscritti.

Un’indagine radiografica della mummia risalente della XXVI Dinastia (664-525 A.C.) aveva evidenziato l’esistenza sotto il lenzuolo funebre di una reticella in perline di faïence, simile a quella attualmente distesa sul corpo, e la presenza tra le gambe di un involucro con i visceri estratti dall’addome durante la mummificazione. L'analisi rilevò inoltre una struttura scheletrica ancora ben conservata.

Lunedì 6 febbraio alle 12, al Museo Archeologico (ingresso via de'Musei, 8), si svolgerà un'incontro con la stampa per mostrare in dettaglio i lavori di restauro e di recupero che dal 7 al 10 febbraio saranno visibili al pubblico negli orari di apertura del Museo.Saranno presenti per rispondere alle domande della stampa, Daniela Picchi, egittologa dell'Istituzione Bologna Musei
e Cinzia Oliva, restauratrice. 

La restauratrice di tessuti antichi Cinzia Oliva ha infatti esaminato accuratamente la mummia, avvolta in un grande sudario di lino ripiegato al di sotto del corpo e fermato da cinque bende poste trasversalmente. 
Le indagini hanno rivelato che la mummia presenta un avanzato degrado chimico-fisico, con una perdita di elasticità e tenuta meccanica dei filati: ciò compromette seriamente la futura conservazione e la possibilità di proseguire la sua esposizione all’interno dell’attuale percorso museale.

Il restauro tempestivo e organico consente quindi la messa in sicurezza delle sezioni più fragili eliminando le cause di ulteriore degrado e consentendo una corretta fruizione del manufatto senza comprometterne la futura esistenza.

Per permettere le operazioni di restauro è stato quindi allestito un grande box/laboratorio nel cuore della sezione egiziana del Museo: al suo interno, Cinzia Oliva eseguirà il meticoloso intervento sotto gli occhi del pubblico, che potrà godere di un’esperienza davvero senza pari dal 7 al 10 febbraio, durante gli orari di apertura del Museo.

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