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Riapertura musei: "Peccato la chiusura nei week end". Le novità tra mostre ed eventi

Nelle sale espositive bolognesi in questi mesi una sorta di "backstage" che ha consentito di dedicarsi all'accoglienza e conservazione del patrimonio, a restauri e messa a punto di nuove idee e progetti. Ecco tutte le novità

Per gli addetti ai lavori è "incomprensibile tenere chiuso nei week end", ma c'è grande entusiasmo per la riapertura dei musei: "Il sabato e le domeniche, in autunno, il 70% delle presenze era di residenti" ha detto il presidente della Istituzione Bologna Musei, Roberto Grandi. 

"I musei hanno continuato loro attività di produzione culturale, apre e chiude solo la fruizione fisica delle collezioni, ma è stato certo un evento traumatico chiudere le porte - ha detto Maurizio Ferretti, direttore di Bologna Musei - abbiamo mantenuto la produzione culturale con eventi online per mantenere i cittadini in contatto con il patrimonio, abbiamo preparato prudenzialmente l'offerta didattica, con la fruizione distanza, ma anche con la possibilità di inviare i nostri educatori presso le classi". 

Nelle sale bolognesi in questi mesi sembra essersi creata una sorta di "backstage" che ha consentito anche di dedicarsi a migliorare l'accoglienza, le sale espositive, alla conservazione del patrimonio e al restauro. 

Mostre e novità dalle sale espositive

Museo civico archeologico: è stata smontata la mostra dedicata agli Etruschi, 1.400 reperti, ma, come conferma la direttrice Paola Giovetti, è stata occasione per aumentare la produzione scientifica, arricchire il book shop, l'insegnamento degli antichi mestieri a persone con disabilità che ha ingrandito anche la sezione merchandising della sezione egiziana. 

C'è stato tempo anche per l'adattamento ai criteri espositivi delle vetrine ottocentesche. Verrà illuminato il "Ripostiglio di San Francesco", un rinvenimento molto importante "non proveniente da sepolture, ma legato alla vita quotidiana della nostra città nell'ottavo-settimo secolo a.C.. Si tratta -  spiega Giovetti - forse del deposito di un fonditore con 15mila tra oggetti e scorie".  Continua l'attività in remoto per adulti e bambini. 

Museo civico medievale e Davia Bargellini: in questi mesi di chiusura sono andati avanti i progetti avviati nel 2019 con una collaborazione con la scuola specializzazione in storia arte dell'università: "Una ricerca comune con gli  specializzandi che è diventato un volume", ha svelato il curatore Massimo Medica. Un altro volume monografico, in collaborazione con l'università di Glasgow e con il Victoria and Albert Museum di Londra, è stato prodotto sul restauro di un prezioso paramento sacro appartenuto a un pontefice. 

Davia Bargellini riparte dallo sfarzo del '700 e Venezia presta le opere 

Il museo civico può contare anche su una nuova donazione della famiglia Cappagli-Ferretti: 117 vetri di murano, che vanno dal 16° al 20° secolo, che diventeranno oggetto di una mostra a settembre. "Si è rinsaldata la collaborazione con i Musei di Venezia" chiamati "alla ricerca e allo studio di questi vetri", conferma Medica. 

E poi, campagne fotografiche su interi nuclei, come la collezione di cornici del Davia Bargellini, il restauro e la  manutenzione dei quadri.

Sui social ha avuto successo l'iniziativa "Dal museo alla cucina" ovvero l'abbinamento di ricette alle opere, e poi i laboratori di arte antica per bambini che si ispirano ai libri di Henry Potter. 

Anche per il museo medievale e il Davia Bargellini, i mesi di chiusura sono serviti per rinnovare il sistema si illuminazione. 

Mambo, Casa Morandi e Museo memoria di Ustica: per il ritorno in presenza il Mambo presenta alcune novità, nuovi orari in fascia pomeridiana e serale per dare la possibilità di visitare le esposizioni anche a lavoratori e studenti dopo la scuola (da martedì a venerdì dalle 14 alle 19), Casa Morandi e il Museo di Ustica, giovedì e venerdì, sempre dalle 14 alle 19.

"Riaprono le mostre di novembre e il Nuovo Forno del Pane, che non è mai stato chiuso agli artisti, ma ora ci'è la possibilità del pubblico di interagire con loro. Riparte anche la mostra 'Castagne matte' in collaborazione con il museo archeologico" conferma il direttore artistico Lorenzo Balbi. 

Riapre per l'ultima settimana anche "Stragedia" di Nino Migliori, nella chiesa di San Mattia, dalle 14 alle 19 su prenotazione, e la mostra "Liminal" di Francesca Cesari, al Mambo. 

Tra le novità, il nuovo episodio che racconta Morandi con opere, oggetti, testimonianze, video e la tavolozza del pittore: "Occasione unica della ricostruzione diretta di un modello con oggetti reali", sottolinea Balbi. 

In questi mesi sono state aperte otto grandi vetrate su via Don Minzoni e sono state allestite due sezioni della collezione permanete con nuove opere mai esposte. 

Un'altra iniziativa, sia in presenza che in remoto è quella dei poeti al museo: coinvolge diversi poeti bolognesi chiamati a interpretare con testi e poesie le opere del Mambo. 

Dal 2 febbraio è anche disponibile una app gratuita che fornirà ulteriori contenuti. "Non solo un'estensione delle opere, ma anche tre nuovi percorsi trasversali, per singoli, coppie e gruppi", rileva Balbi. 

Sempre dal 2 febbraio è disponibile il nuovo libro per "Attorno al museo" di Ustica. 

Museo della Musica: sono stati portati avanti progetti come quello del restauro a Firenze dei corali liturgici, inoltre, come conferma la responsabile Jenny Servino, è stata trasferita al museo una collezione di strumenti musicali europea e non che non avevano trovato posto nelle sale, quindi sconosciuta al pubblico. 

Anche al Museo della Musica è stata rinnovata l'illuminazione delle sale con lampade a led. "Abbiamo deciso di ridare nuova vita a 22 ritratti, anche di meno pregio" informa Servino "anche il secondo di Farinelli, che andò distrutto durante il bombardamento, abbiamo recuperato dei frammenti e una foto in b/n degli anni '30".  

E poi la collaborazione con un collettivo di giovani musicisti è diventata una mini serie 13 puntate, trasmesse online ogni giovedì. Per rimanere in contatto con i bambini, anche video musicali da vedere sia in classe che a casa. 

In collaborazione con il Teatro Comunale è stato avviato un progetto, finanziato in parte dal Ministero, sull'archivio fotografico del teatro. 

Museo del Patrimonio Industriale: in questi mesi si è lavorato a maggiori ausili per il pubblico, sulla app "Museon" con approfondimenti sull'antica Bologna dell'acqua e della seta, oltre al restyling e rimessa a punto del grande modello del mulino da seta, a 40 anni dalla costruzione. 

Sempre attiva la "Fabbrica del futuro, aperta 2 anni fa" conferma la responsabile Maura Grandi. E poi mostre, una dedicata a Minganti, il percorso "Bologna metalmeccanica" e "Cibo del lavoro, una delle prime forme di welfare sono state le mense, le prime alla Ducati e alla stessa Minganti". 

Altri progetti riguardano l'avvicinamento delle ragazze alla cultura tenica e i laboratori con i ragazzi fragili del quartiere Navile che potrebbero dare luogo a una mostra. 

Museo civico del Risorgimento e Certosa: tra i progetti, piccole pillole di storia due giorni alla settimana sulla pagina Facebook. Dal 26 dicembre, sul sito del museo si possono vedere le 600  cartoline della famiglia reale dei Savoia, illustra il responsabile Roberto Martorelli. 

E ancora, sempre sul sito, si troverà il lapidario del Museo medievale. Va avanti l'attività con le scuola con progetti di alternanza scuola-lavoro e si organizza la rassegna estiva al cimitero monumentale della Certosa.

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