Cronaca Porto / Via Col di Lana

'Mille voci mille suoni': il Museo della comunicazione, patrimonio Unesco, è a rischio trasferimento

A lanciare l'allarme è il direttore, deluso dall'amministrazione comunale che parrebbe 'disinteressata' alla valorizzazione di questa realtà, da anni alla ricerca di una nuova e più adeguata sede

L'INGRESSO, foto dal sito web del museo

Uno dei fiori all'occhiello del panorama culturale bolognese è il suo Museo della comunicazione 'Mille voci mille suoni', patrimonio Unesco. Una realtà unica nel suo genere, che regala esclusive testimonianze sulla storia della radio e della televisione: cimeli originali di Guglielmo Marconi, fonografi, carillon del Settecento, juke-box, televisori, computer d'epoca.

Un vessillo culturale di grande importanza, che rischia però di non avere un futuro. Il Museo, da anni in cerca di una nuova e più adeguata sede, è oggi a rischio traferimento, sotto gli occhi indifferenti di un'amministrazione che pare disinteressata all'argomento. La denuncia arriva dalla voce dello stesso fondatore e direttore di 'Mille voci mille suoni', Giovanni Pelagalli, che in una intervista televisiva non ha nascosto la propria delusione.

Attualmente il museo è ospitato in un capannone in via Col di Lana. 'Volevo donarlo alla città, ma visto il disinteresse degli amministratori, adesso mi sto guardando intorno' ha spiegato Pelagalli ai microfoni di E'Tv-Rete7, ricordando un ordine del giorno votato il 4 giugno 2012 dal consiglio comunale, che aveva raccolto la sua disponibilità a costituire una fondazione per donare il museo alla collettività. Nell'ordine del giorno - prosegue il fondatore del museo - si invitava la Giunta a elaborare entro il 2012 una proposta concreta per la valorizzazione del patrimonio del museo, con l'obiettivo di mantenere la sua permanenza a Bologna, come polo importante dell'offerta culturale della città'. 'Da allora non è successo nulla e io non voglio - conclude Pelagalli - che il mio museo vada a finire nei mercatini. Mi sto guardando attorno e credo che la città di Bologna, o meglio i suoi amministratori, ci faranno una figuraccia'.

I GIOIELLI DEL MUSEO.Le sezioni espositive si sviluppano su circa 2.000 metri, documenta attraverso 800 oggetti,  pezzi originali e funzionanti che "raccontano" la storia della radio, della Fonografia e delle macchine musicali. Ideatore e curatore di questo museo unico nel suo genere e che riceve visite ed encomi da tutto il mondo, e' il bolognese Giovanni Pelagalli, nato nel 1941, tecnico elettronico ed anche "prestigiatore". Il primo embrione di questo museo nasce nel 1952, Giovanni Pelagalli guida personalmente le visite al museo, offre ricchezza di spiegazioni e sovente mette in funzione numerosi apparecchi e strumenti per rendere più' viva la visita guidata. In omaggio alla simpatia degli ospiti, non manca mai un suo... gioco di prestigio.
Servirà una magia ancora, affinchè questa preziosa testimonianza del passato non vada persa?
 

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