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L'appello degli invisibili dello spettacolo: "Non lasciate morire la cultura" | VIDEO

Federico, Luigi e Ylenia sono tre lavoratori del settore che a causa del Covid hanno visto completamente cambiare il proprio lavoro

 

La storia di Federico, Luigi e Ylenia è quella di tanti e tante lavoratori e lavoratrici dello spettacolo. Solo in Emilia-Romagna circa 50mila. Quella del mondo della musica e dello spettacolo è infatti tra le categorie più danneggiate dalla pandemia perché già prima del covid molte figure – fondamentali ma spesso dimenticate e, appunto, invisibili – non erano tutelate. 

Niente contratti, pagamenti a nero, inesistenza fiscale. E di conseguenza, ora, nessun aiuto da parte del governo. "Un locale con quattro tavoli non può pagare la Siae (Società Italiana degli Autori ed Editori), i contributi, viaggi, alloggi e anche un cachet per un musicista – spiega Luigi Grella del duo 'Spacca Silenzio –, credo che le grosse istituzioni, una tra tutte la Siae, dovrebbero dare davvero una mano a chi sta rischiando di chiudere".

"Rappresento gli invisibili degli invisibili – racconta Ylenia Fonti, promotrice musicale – perché non ho potuto percepire nessun sostegno statale ma il paradosso è che attraverso una domanda fatta con un crowdfunding di Music innovation Hub, la mia domanda è stata accettata. Per loro evidentemente non sono invisibile".

VIDEO | Protesta lavoratori dello spettacolo: "Chiusura è un'offesa al paese, la cultura esplode nei momenti bui"
 

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