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Musulmani a Bologna, Lafram: 'Preghiamo nei garage e ci autofinanziamo'

Così il presidente della Comunità islamica di Bologna questa mattina alla presentazione della prima mappatura dei centri di culto islamici in Emilia-Romagna

"Facciamo la colletta per pagare gli affitti e le bollette delle sale di preghiera. Non c'è nessuno che ci dà una busta con 5.000 euro, non ci sono Stati arabi che ci finanziano nè riceviamo fondi pubblici o da privati", che si autofinanzia. Così il presidente della Comunità islamica di Bologna, Yassine Lafram, intervenuto questa mattina in Regione alla presentazione della prima mappatura dei centri di culto islamici in Emilia-Romagna.

"Dopo le stragi o gli attentati tornano sempre le domande sulle moschee - ha detto - quella che mi fa più sorridere è su chi le finanzia, perchè lo vorrei sapere anch'io", poichè "siamo in affitto in luoghi non dignitosi: siamo costretti a pregare in capannoni e scantinati".

La mappatura fatta dall'Osservatorio sul pluralismo religioso, "serve - secondo Lafram - proprio a far emergere questa precarietà. Il problema dei nostri centri di culto non sono la radicalizzazione o il terrorismo ma i parcheggi, la viabilità e il decoro urbano. Gli stessi problemi che possono avere una discoteca o una macelleria".

E riconosce: "Siamo i primi ad avvertire il disagio quando blocchiamo le strade con le nostre macchine, ma siamo una comunità operaia che si arrangia". In effetti in Italia, sottolinea "ci sono quattro o cinque moschee di mattone, gli altri sono luoghi di preghiera nei garage". (agenzia dire)

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