Cronaca

Banda di narcotrafficanti: raffica di arresti di albanesi e italiani

Agivano soprattutto in Emilia Romagna, ma stavano invadendo anche Lombardia e Veneto, con ramificazioni in Piemonte, Toscana e Puglia. 38 arresti e 47 ordinanze di custodia

Questa mattina i Carabinieri hanno arrestato 38 persone, tra albanesi e italiani, ritenuti i titolari dello spaccio di cocaina sulle piazze di Ferrara e Faenza, ma che stavano invadendo anche Lombardia e Veneto.

RAFFICA DI ORDINANZE. Non solo arresti ma anche 47 ordinanze di custodie cautelari, 25 emessi dal gip di Bologna Alberto Gamberini, su richiesta del pm della Dda Francesco Caleca, altre 22 dal gip di Ferrara Monica Bighetti. Un solo arresto ai domiciliari, tutti arrestati e nove destinatari di doppio provvedimento, per 15 la magistratura ha ritenuto fondata l'ipotesi di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti.

LE INDAGINI. Partite nel 2009, i Carabinieri hanno constatato di aver a che fare con "due organizzazioni che trafficavano stupefacente al minuto e si muovevano sul territorio in modo strutturale e organizzato" , come ha spiegato il procuratore capo di Bologna Roberto Alfonso. “Ormai in secondo ordine” gli italiani, riferisce il comandante del reparto operativo di Ferrara Giuseppe Aloisi, rispetto agli albanesi, tutti regolarmente residenti in Emilia Romagna quindi ben radicati sul territorio. Le comunicazioni erano criptate: usavano  parole in lingua albanese pronunciandole al contrario o anagrammandole.

L’IMPORT DELLA DROGA. Gli stupefacenti attraversavano il Belgio e la Svizzera per essere venduti in Emilia Romagna, ma anche in Lombardia e Veneto. Altri “colleghi” agivano in Piemonte, Toscana e Puglia.

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