'Ndrangheta in Emilia, scatta sequestro da 10 milioni

I sigilli preventivi a un imprenditore considerato attiguo al clan di Cutro del processo Aemilia

La Dia di Bologna ha sequestrato l'equivalente di 10 milioni di euro tra immobili e conti, nell'ambito di una inchiesta condotta dalla Dda di Bologna in collaborazione con i colleghi di Catanzaro e Firenze. Destinatario del provvedimento è F.F., 55 anni, già pregiudicato per altre vicende e finito al centro dell'affare 'Sorbolo', una vicenda di assegnazione di lotti edificabili nel parmense, emersa durante il processo 'Aemilia'.

Nel complesso sono stati sequestrati -spiega la Dda- "23 immobili tra fabbricati e terreni, in Emilia-Romagna, Lombardia e Calabria (nelle province di Parma, Mantova e Crotone), sei società di capitali e sei autoveicoli, oltre a diversi rapporti bancari". Il 55enne secondo l'accusa è coinvolto in una imponente operazione di lottizzazione immobiliare "con la quale veniva reimpiegato denaro della cosca Grande Aracri di Cutro".

Per la vicenda, già emersa e per la quale sono stati condannati con sentenza passata in giudicato diversi esponenti della cosca Grande Aracri, il 55enne ora è stato rinviato a giudizio come "ideatore dell'operazione immobiliare e proprietario dei terreni che, passando da agricoli a edificabili, la avevano resa possibile" e deve essere giudicato per "reimpiego di capitali illeciti con l'aggravante mafiosa".

Gli accertamenti della Dia bolognese, hanno permesso di dimostrare "la sproporzione tra i redditi dichiarati da Falbo e i beni nella sua disponibilità", accertamento convalidato dal Tribunale che ha anche qualificato l'uomo come 'soggetto indiziato di appartenere alla associazione 'ndranghetista operante in Emilia-Romagna, quantomeno a partire dal 2003".

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