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Lunedì, 17 Giugno 2024
Cronaca

‘Ndrangheta in Emilia Romagna: 'Preoccupanti sviluppi, indispensabile la massima allerta'

Così torna l'allerta di Legambiente sul tema. Il dossier “Ecomafie 2014” che ha evidenziato come, nel corso del 2013, l’Emilia Romagna abbia registrato ben 837 infrazioni accertate attesta la nostra regione come uno dei palcoscenici prediletti dalla ‘ndrangheta e dai suoi alleati

La recente denuncia della parlamentare Maria Elena Spadoni, minacciata a Reggio Emilia da ignoti con la richiesta di non alzare l’attenzione sul nome di Francesco Grande Aracri, boss condannato per associazione a delinquere di stampo mafioso e localmente alla ribalta per le superficiali affermazioni fatte sul suo conto dal Sindaco di Brescello Marcello Coffrini, richiama l'attenzione sulla problematica situazione delle infiltrazioni mafiose, in tutta la provincia di Reggio Emilia (infiltrazioni che non escludono neppure la provincia bolognese). A rilanciare così l'allerta è Legambiente,

 

Il dossier “Ecomafie 2014” dell'associazione ha evidenziato come, nel corso del 2013, l’Emilia Romagna abbia registrato ben 837 infrazioni accertate, 1.219 denunce e 237 sequestri per reati legati alle Ecomafie. Insieme ad altre regioni del Nord Italia, la nostra regione si conferma quindi come uno dei “palcoscenici” prediletti dalla ‘ndrangheta e dai suoi alleati, come rilevato dalla Dda nella sua Relazione annuale, quando sottolinea che l’Emilia Romagna risulta al secondo posto in Italia per numero di “segnalazioni di matrice ‘ndranghetista” (ben 50), tallonando da vicino la capofila Lombardia, che registra 55 segnalazioni.

"Non solo a Brescello - rimarca l'associazione - ma in tutta la Provincia, la situazione necessita quindi non solo di una presa di posizione chiara e trasparente da parte delle amministrazioni e delle organizzazioni politiche, ma anche di provvedimenti concreti che fino ad oggi sono in larga parte mancati".

Legambiente chiede quindi che "le istituzioni e le autorità preposte garantiscano massima attenzione al fenomeno, affinché il riconoscimento della oggettiva presenza mafiosa in regione e la presa di coscienza dei suoi pericoli per la vita di imprenditori e cittadini, siano supportati da efficaci azioni di tutela e salvaguardia della comunità".

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