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Riscaldamento e porte aperte in inverno, controlli ai negozi: poche le multe

In molti casi però montate apparecchiature idonee. Altri preferiscono pagare la multa invece che chiudere le porte

Aumentano i controlli, crollano le infrazioni rilevate: lo rivelano i dati forniti dalla Polizia locale di Bologna in merito alle verifiche messe in campo sul rispetto dell'ordinanza che obbliga gli esercizi commerciali a tenere chiuse le porte di accesso al pubblico quando sono in funzione impianti di riscaldamento o raffrescamento.

Nel 2019, 29 giornate di controlli ad hoc hanno portato ad una sanzione. Nel 2018 erano state effettuate 36 giornate di controlli con 22 infrazioni rilevate, mentre nel 2017 (tra novembre e dicembre) furono riscontrate otto irregolarità in 24 giornate.

"Le sanzioni non sono tantissime e guardando al trend mi viene da pensare che l'ordinanza sia fondamentalmente rispettata", afferma Giuseppe Dinapoli, responsabile del reparto di Polizia commerciale dei vigili bolognesi. La percezione dei cittadini è diversa, però, visto che "riceviamo tantissime segnalazioni- aggiunge Dinapoli- e quindi il senso civico c'è tutto".

Lo scarto sta nel fatto che molti negozi segnalati, al momento del controllo, dimostrano di avere in funzione le cosiddette lame d'aria che norma alla mano costituiscono un'alternativa alla chiusura delle porte, se correttamente messe in opera: "Non abbiamo le competenze per valutare se una lama d'aria è stata installata a regola d'arte- spiega il dirigente della Municipale- ma i controlli li facciamo e nel 100% dei casi in cui chiediamo la documentazione tecnica, questa ci viene consegnata o trasmessa in seguito".

In altri casi, invece, le porte sono sì aperte ma i vigili rilevano che l'impianto di riscaldamento o raffreddamento è spento. O, ancora, i cittadini segnalano anche i negozi all'interno dei centri commerciali ma, ricorda Dinapoli, l'ordinanza è valida solo per gli ingressi che affacciano all'esterno.

VIDEO| Anti-smog, multe ai negozi con porte aperte. L'opinione dei consumatori

Qualche multa, però, salta fuori. Più o meno, spiega la Municipale, a riceverla sono sempre gli stessi negozi, tendenzialmente grandi catene: "Non è da escludere", per Dinapoli, che in questi casi i responsabili "decidano di rischiare e pagare le multe", calcolando comunque una convenienza nel tenere le porte aperte attirando così più clienti. Per quanto riguarda poi le lame d'aria, non andrebbe sottovalutato che "comunque anche il loro funzionamento è energivoro", sottolinea Claudio Dellucca di Legambiente.

Oltre alle porte dei negozi, poi, il Pair prevede anche imitazioni all'uso dei caminetti domestici ma in questo caso il tema delle verifiche e' pressoche' teorico, visto che la normativa non definisce né le sanzioni né le autorità preposte al controllo. In pratica si agisce solo in base alle segnalazioni dei cittadini.

A Bologna il settore Ambiente del Comune ne ha ricevuta una nel 2016, una nel 2017, due nel 2018 e tre nel 2019. "Secondo la Regione si riuscirà ad arrivare a sanzionare e se così sarà si potrà essere pienamente efficaci nei controlli", afferma il dirigente comunale Giovanni Fini. "Tutte le azioni che si possono compiere sono molto importanti", dichiara l'assessore all'Ambiente, Valentina Orioli, ma "va respinto il discorso secondo il quale affinché una cosa si faccia sia necessario per forza fare dei controlli". Insomma, "dobbiamo imparare a pensare che se siamo tutti convinti che una cosa è positiva- aggiunge Orioli- prima di tutto dobbiamo porci il problema di provare a cambiare i nostri comportamenti". Il caso dei caminetti, per l'assessore, è emblematico: "Non possiamo metterci a suonare tutti i campanelli per controllare se in casa c'è un caminetto acceso. E se poi uno tiene una griglia con le salsicce lì di fianco, può sempre dire che stava cucinando...". (Pam/ Dire)

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