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Licenziata per la gravidanza, Valentina si reinventa così: "Grazie alla pandemia ho trovato il coraggio"

Da hairstylist a titolare di una bottega second-hand, la 33enne bolognese mette da parte i timori: "Apro in controtendenza, posso lavorare e fare la mamma. Qui ci metto tutto il mio gusto e mescolo gli stili"

"La pandemia mi ha tolto talmente tante possibilità da darmi il coraggio di fare una cosa che in un altro momento avrei trovato troppo rischiosa". Valentina Zanerini, 33 anni, bolognese con il pallino per la moda e mamma del piccolo Dante (il suo figlioletto di un anno e mezzo) ha da poche settimane sollevato la saracinesca di una piccola e coloratissima boutique che lei però preferisce definire "bottega". F.o.l.k.s, questo il nome che ha scelto per il suo negozio second hand: "Un salotto dove sentirsi a proprio agio e giocare con abiti e accessori senza pressioni di alcun tipo. Un rispolvero di quello shopping molto bolognese che fra il mercato della montagnola e i piccoli shop di usato e vintage, ci fanno respirare un po' della londinese Camden Town". 

Valentina nasce come hairstylist nella moda e nello spettacolo. Fra Milano e il Canada la sua carriera la soddisfa fin da subito e il suo lavoro creativo la gratifica. Dopo qualche anno fuori città decide di rientrare un po' per amore, un po' per l'età che pretende continui cambiamenti, un po' forse per quella irrequietezza giovanile che riesce ad aprire sempre scenari inattesi. 

Spesso le cose belle nascono da brutte esperienze. E' un po' quello che è successo anche a te? 

"Sì. Quando sono rientrata a Bologna dopo l'esperienza in Canada e il pendolarismo fra Milano e la mia città ho cominciato a lavorare in un salone di parrucchieri. Poi è successa, dopo 5 anni, una cosa che non avevo pianificato: un anno e mezzo fa sono rimasta incinta e il mio capo non ha gradito la cosa. Una grande delusione. Ho perso il mio posto. E poi la pandemia, un altro brutto e imprevedibile colpo che ha paralizzato il mondo del lavoro di molti e anche il mio. Se non mi fossi trovata in questa situazione senza tante vie d'uscita forse non avrei trovato il coraggio di aprire un'attività tutta mia in questo periodo difficile e incerto. Ma l'ho fatto ed eccomi qua". 

Che tipo di negozio è il tuo? Da cosa nasce questo spazio e come hai scelto la zona della città più adatta all'attività? 

"Io Bologna l'ho sempre sentita molto predisposta allo shopping second-hand, fra usato e vintage ho trascorso molto tempo nei mercatini a cercare la cosa giusta con un certo divertimento. Mi sono orientata quindi su quegli abiti e accessori che hanno meno di 20/30 anni e che possono avere una seconda vita. Scelgo i capi con cura, seguendo il mio gusto e mescolando epoche e stili. Questa zona la frequentavo molto con i miei amici universitarie e la trova adatta a questo tipo di attività". 

Cosa ti spaventa di più di questa nuova avventura? 

"Tutte le limitazioni dettate dall'emergenza sanitaria sono di fatto una penalità, ma ho visto in queste prime settimane che la voglia della gente c'è e anche la pazienza richiesta da qualche attesa in più fuori dal negozio, che è di piccola metratura e quindi ha una capienza ridotta. Una caratteristica che però dà tanta intimità e fa sentire a proprio agio, quasi in un prolungamento di casa. Il mio ragionevole timore è che il mio gusto non rispecchi quello degli altri, ma questo lo scoprirò...". 

Come sono andati i primi giorni? 

"Devo dire che come partenza non c'è affatto male. Grazie anche all'affetto e al passaparola delgli amici". 

Una cosa particolare è l'angolo dedicato al 'baby'. C'entra il piccolo Dante?

"Ovviamente sì! Non ci sono solo cose sue naturalmente, ma diversi capi erano i suoi. Con i bimbi certe cose non si fa certo in tempo a consumarle e allora, ecco una selezione che propone abiti e accessori anche per i piccolissimi. Ci tenevo". 

Chi entra nella tua bottega? Qual è il target? Aggiorni spesso le tue grucce? 

"Questo posto è per tutti. E' anche gender fluid e l'ho capito in questo poco tempo: ho venduto a un ragazzo delle cose che inizialmente mi avevano fatto pensare al femminile, ma che in realtà non lo erano affatto. Anche rispetto alle fasce di età non c'è una profilazione, mi rivolgo a tutti indistintamente. Sì, mi arrivano sempre cose nuove e anche se uso i social, preferisco che i clienti le vengano a scoprire di persona!". 

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