Cronaca San Lazzaro di Savena

Neo-genitori lasciati soli: a Bologna nasce un progetto ad hoc

Spesso inascoltati e smarriti i neo-genitori non trovano assistenza nelle strutture pubbliche. Una giovane famiglia ha creato un progetto a supporto per questa nuova fase della vita. Bologna Today intervista l'ideatrice Liza Barchi

Ohana nella lingua hawaiana significa famiglia, ma con un concetto esteso, un nucleo che avvolge e non dimentica nessun componente. Anche dove il welfare è considerato accettabile, come a Bologna e in Emilia, i neo-genitori, perlopiù giovani, si sentono inadeguati al nuovo ruolo e chiedono ascolto, rimanendo spesso delusi. Proprio per aver sperimentato questa nuova condizione, una giovane coppia ha ideato il Progetto Ohana, uno spazio per trovare e dare supporto.

A colloquio con Liza Barchi, l’ideatrice del Progetto.

Perché l’esigenza di mettere in piedi il Progetto Ohana?
Sono una giovane mamma di due bimbi e quindi sempre alla ricerca di consigli. Personalmente sono stata fortunata e li ho trovati, ma non tutti i genitori riescono ad avere un supporto per questa nuova condizione, perché non è istituzionalizzata..

In pratica la vostra idea è quella di supplire alle disfunzioni della sanità pubblica?
Direi integrare facendo diventare il Progetto un punto di riferimento. Sul territorio di San Lazzaro, Castenaso e Ozzano, ovvero i comuni a me vicini, non esistono struttura che accompagnino i genitori in questo nuovo mondo bellissimo, ma disarmante. Io e mio marito abbiamo sempre cercato qualcosa del genere, ma non abbiamo mai trovato nelle istituzioni un appoggio concreto. Ci siamo sempre dovuti arrangiare e capire “a chi” dover chiedere.

Che cosa intende per nuova condizione? Quali sono le criticità?
Ad esempio, l'allattamento, un mondo nuovo per la mamma. Esistono accorgimenti che possono favorirlo, ma fin dall'ospedale le informazioni sono contrastanti: si spinge l'allattamento al seno, ma quasi sempre l’ospedale consiglia di “dare l’aggiunta con latte artificiale”, pratica spesso non necessaria. In altre parole, finché la donna è in gravidanza, ci sono servizi che la seguono con corsi di accompagnamento alla nascita, ginecologo, ostetrica, ma dopo il parto i genitori si trovano da soli con un dolcissimo fagottino che piange e non dice perché…

Vi appoggiate a strutture pubbliche?
Il progetto è indipendente da strutture istituzionali, per fortuna abbiamo trovato un’altra associazione già operante sul territorio con cui collaboreremo, ci ha indirizzato sul da farsi e ci ha messo a disposizione la sede di via Emilia 297 a San Lazzaro.
L'Associazione Ohana fa comunque riferimento ai servizi sociali e alla persona; l'assessore Roberta Ballotta del comune di San Lazzaro è molto competente e informata, ci ha aiutato e ascoltato, coinvolgendo tutta la giunta comunale e le istituzioni coinvolte, non posso dire la stessa cosa dei comuni limitrofi.

Passiamo alla pratica. In che cosa consiste il Progetto? E come si finanzia?
Sono previsti spazi per il gioco, letture animate, balli, laboratori creativi di manipolazione, percorsi per la crescita sia emotiva che fisica. Alla base c’è la formazione, e quindi ci finanzieremo con i numerosi corsi: dalla baby dance, il massaggio infantile, lo yoga per bimbi, gestanti e mamme, l’antiginnastica per la rieducazione perineale e l’accompagnamento alla nascita. Oltre ai corsi sarà previsto uno sportello grafologico gratuito.

Tutto pronto dunque...
Si finalmente, si inaugura il 6 ottobre.

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