Gadget e spazi a formazioni neofasciste, giro di vite del Comune

IL Consiglio comunale approva, dopo mesi di dibattito, i nuovi paletti: via i cimeli prodotti dopo il Ventennio e autocertificazione per gli spazi comunali

Il Comune di Bologna stringe le maglie dei suoi regolamenti e approva (dopo mesi di dibattito) la delibera che vieta la concessione di spazi alle formazioni di matrice fascista. Ma il centrodestra vota contro: compatto il no di Lega e Forza Italia.

L'M5s, pur non essendo mai intervenuto nel dibattito in aula, si è espresso a favore. Non hanno invece partecipato al voto i due civici di Insieme Bologna. "Vi lasciamo blaterare di Costituzione e a fare queste modifiche inutili del regolamento- sferza il capogruppo FI, Marco Lisei- non potrete fermare queste derive impedendo l'utilizzo delle sale. Vi lasciamo soffiare su fascismo e antifascismo, senza risolvere alcun problema". Duro anche Umberto Bosco del Carroccio, che invita a "distinguere i fascisti veri da quelli che vi fa comodo demonizzare". E aggiunge: "Nulla aiuta il fascismo più di questa isteria antifascista che si consuma oggi".

Per la precisione, sono cinque i regolamenti di Palazzo D'Accursio modificati in modo da limitare la concessione di spazi pubblici a formazioni neofasciste e impedire la vendita in mercati e fiere di oggetti "riferiti al Partito fascista" se realizzati in periodi successivi al Ventennio. Chi farà richiesta di spazi pubblici, dovrà firmare una dichiarazione con la quale si impegna al rispetto della disposizione transitoria della Costituzione, della legge Scelba e della legge Mancino.

Chi si troverà a disattendere il divieto, come proposto dal dem Andrea Colombo nella seduta scorsa del Consiglio comunale ("Sono soddisfatto per il recepimento da parte della Giunta), andra' incontro alla decadenza della concessione o, nel caso di vendita di gadget, alla confisca della merce.

"Trovo difficile che non tutti siano d'accordo a votare questa delibera- afferma in aula l'assessore alla Sicurezza del Comune, Alberto Aitini- non si vuole limitare la libertà di espressione, che è sacra, purché nel rispetto della Costituzione. Questa delibera è un rafforzativo, diamo un messaggio chiaro anche rispetto alla storia del nostro Comune. E' una cosa bella e importante, non carichiamola di troppe cose. Non stravolgiamola o utilizziamola per altri scopi", avverte Aitini.

Il Pd ora si aspetta un giro di vite. Il capogruppo Claudio Mazzanti si augura infatti che "questi regolamenti vengano applicati nel modo piu' deciso e rigido possibile" da parte dell'amministrazione. "Non si può più aspettare né far finta di niente- sostiene Mazzanti- va messo un freno a queste derive fasciste".

Una decisione che "risponde al problema dell'intensificarsi della minaccia neofascista, di razzismo, xenofobia e sessismo in Italia e nel mondo", chiosa il dem Francesco Errani. Soddisfatta Coalizione civica, dal cui ordine del giorno presentato a luglio e approvato in dicembre, è scaturita la delibera di oggi. "Il fascismo non è morto- avverte Emily Clancy- e chi dice che il fascismo è finito con la morte di Mussolini, vada a parlare con le vittime del 2 agosto". (SAN/DIRE)

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