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Villa inferno, indagini e altri arresti: si allarga l'inchiesta

Si tratta di cinque indagati ritenuti responsabili a vario titolo dei reati di prostituzione minorile, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, pornografia minorile e tentata truffa aggravata

A partire dalle prime ore dell’alba, un centinaio di Carabinieri del Comando Provinciale di Bologna stanno eseguendo un’operazione di polizia giudiziaria coordinata dalla Procura della Repubblica di Bologna a carico di cinque indagati ritenuti responsabili a vario titolo dei reati di prostituzione minorile, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, pornografia minorile (realizzazione e divulgazione di filmati con minori) e tentata truffa aggravata.

Nel mese di febbraio 2020, una donna ha denunciato alla Stazione Carabinieri di Bologna diversi allontanamenti e l’assunzione di sostanze stupefacenti da parte della figlia 17enne. Sulla scorta dei primi accertamenti condotti dai Carabinieri della Stazione Bologna, il Nucleo Operativo della Compagnia Bologna Centro ha avviato una complessa attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Bologna – Sost. Proc. Stefano Dambruoso.

L’indagine, sviluppata attraverso attività tecniche d’intercettazione e servizi dinamici, ha consentito di accertare responsabilità dei soggetti coinvolti in merito all’induzione alla prostituzione della minorenne, convinta a compiere atti sessuali con gli stessi e con terze persone in cambio di denaro e stupefacenti (cocaina).

Gli elementi raccolti nel corso delle indagini preliminari hanno portato all’emissione di un’ordinanza di applicazione di misure cautelari da parte del Gip del Tribunale di Bologna, Letizio Magliaro, consistenti in una custodia in carcere, due arresti domiciliari e quattro obblighi di presentazione alla Polizia Giudiziaria, per prostituzione minorile, produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti.

Nel dettaglio, ai domiciliari sono finiti il 47enne Gianluca Campioni, accusato di induzione alla prostituzione minorile, spaccio e produzione di materiale pedopornografico, e Paolo Carlo Prosapio, di Casalfiumanese, accusato di spaccio a diversi frequentatori di Villa Inferno. È stata invece disposta la custodia in carcere per il 56enne pugliese Gianni Marseglia, che ha precedenti per spaccio e che, secondo gli investigatori, in caso di misure più blande avrebbe potuto reiterare il reato.

Infine, per due pusher albanesi 38enni che avrebbero rifornito di cocaina i festini a Villa Inferno è stato disposto il divieto di dimora. Altre due persone, un uomo e una donna, sono poi indagate a piede libero per tentata truffa. I due, assieme a Campioni, avrebbero tentato, senza successo, di truffare almeno un ristorante asiatico, e lo avrebbero fatto fingendo di aver contratto il Covid nel locale e cercando di convincere il proprietario ad acquistare prodotti di sanificazione dalla ditta di Campioni, spacciandosi per sanitari dell'Ausl.


 

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