Il nuovo Dg dell'Ausl di Bologna Bordon: “L'emergenza covid insegna, occorre rilanciare il sistema sanitario pubblico”

L'INTERVISTA. "Da Trento a Bologna, una nuova sfida che parte da basi solide. E' qui che è stata scritta la storia della sanità pubblica"

Paolo Bordon è il nuovo Direttore Generale dell’Azienda Usl di Bologna e dopo il primo giorno e mezzo di lavoro riesce già a fare un quadro del sistema sanitario felsineo e regionale, definendolo come particolermente efficiente. E proprio questo lo responsabilizza ancor di più: "Ho percepito fin da subito il forte attaccamento al valore della sanità pubblica e ho accettato la sfida e tutte le importanti progettualità da portare fino alla fine facendo tesoro di ciò che può averci insegnato l'ultimo periodo. Lavoreremo in squadra perchè è così che si raggiungono gli obiettivi. Questa per me è la fase dell'ascolto". 

"Bologna l'ha cercata con insistenza e convinzione" ha dichiarato ad alcuni colleghi di Trento (città nella quale è stato Direttore Generale dell’Azienda Usl negli ultimi quattro anni) nell'intervista del commiato: cosa l'ha convinta e cosa si aspetta da questa nuova responsabilità che comincia in un momento così delicato per la sanità?

“Confermo, è vero. E' stato quasi un lavoro di seduzione che ha avuto i suoi effetti. Mi sono state presentate delle progettualità come l'investimento sulla sanità territoriale, che per uno come me sono delle belle sfide. Anni fa avevo accettato quella trentina e ho avuto grandi soddisfazioni e adesso è il tempo di Bologna. Qui gli stessi Bonaccini e Donini mi hanno presentato delle prospettive stimolanti come il lavoro di integrazione con strutture universitarie del Sant'Orsola, l'obiettivo di completare le Case della Salute del territorio...il tutto in un contesto urbano affascinante. Ho accettato l'incarico con convinzione, facendo un passo avanti in un contesto più grande rispetto a quello da cui arrivo”. 

Avrà già avuto modo di conoscere i colleghi e le strutture: quali le prime impressioni? Crede che il nostro sistema sia realmente un esempio di buon funzionamento del sistema sanitario?

Le prime impressioni sono buone, ma chi fa questo lavoro sa che di complessità ce ne sono ovunque. Qui sono state scritte pagine importanti della sanità pubblica italiana e adesso siamo in una fase in cui ne andrà scritta una nuova, visto anche il periodo storico che stiamo attraversando e che necessità di una grande serietà: oltre a gestire il Covid dobbiamo anche progettare una sanità moderna per i prossimi dieci anni valutando cosa va migliorato. Partiamo però da buonissime basi. 

"Sono appena arrivato e adesso è il momento di ascoltare per conoscere. Lo faccio con tanto rispetto nei confronti della grande efficienza che ho trovato e alla quale c'è davvero poco da insegnare" 

I tempi non sono facili e il Covid ha congelato migliaia di visite ed esami specialistici che ora vanno recuperati e si sommano fra il resto alle nuove richieste: ha già affrontato questo tema e sono state già state vagliate delle soluzioni? C'è pressione o preoccupazione a riguardo? 

“Sono appena arrivato e devo ascoltare per conoscere. Ho i capelli già bianchi e l'esperienza mi ha insegnato che lavorare insieme e e cercare insieme le soluzioni è il modello che paga. Si trova soluzione a tutto in un'azienda così ricca di conoscenza e competenza: in questo momento la ripartenza va garantita ai cittadini, ma va garantita anche una ripartenza in sicurezza. Eravamo abituati a una visita ogni 15 minuti e ora i tempi sono diversi per forza di cose. Affronteremo la questione anche con l'integrazione del privato accreditato per esempio. L'alto livello di efficienza bolognese responsabilizza ancora di più. E io per questa grande efficienza ho grande rispetto. “

"Con il Covid c'è stata un'accelerazione incredibile della  sanità digitale”

L'emergenza ha cambiato molte cose e molte cose non torneranno come prima: quali secondo il suo punto di vista le opportunità da cogliere  (se ce ne sono) e dove è possibile fare innovazione? "Le opportunità ci sono. La mia esperienza mi ha messo davanti a una incredibile accelerazione della sanità digitale per esempio. Gli smartphone e i dispositivi analoghi, insieme a delle app e strumenti vari guidati dai medici hanno rappresentato un grado di innovazione fantastico. Esempi concreti nell'oculistica e nella pediatria come anche per tanti altri rami legati alle cronicità, che saranno uno dei temi del prossimo futuro. Una convinzione che è emersa poi durante l'emergenza è il rilancio del sistema pubblico come sistema che va valorizzato e sul quale vale la pena di spendere soldi". 

Prime impressioni della città: "Bella e piena di vita, tanti giovani (ben distanziati)”

L'ultima domanda la possiamo virare al personale? Si è già fatto un'idea della città e ha scovato qualche luogo particolarmente affascinante?

Conoscevo Bologna ma soltanto dalla Stazione Centrale a Piazza Maggiore e in questi due giorni ho avuto modo di scoprire che tutto ciò che c'è dietro è molto più bello. Rientrando dal primo giorno di operatività ho fatto una passeggiata serale e sono rimasto colpito dalla bellezza di Piazza Santo Stefano e dalla vitalità che si respira. Le prime impressioni sono quelle di una città splendida e ricca di storia e di fascino, popolata da tantissimi giovani (molti intorno ai locali ma devi dire anche ben distanziati) e piena di voglia di vivere, cosa che di questi tempi diventa ancora più preziosa.

Chi è Paolo Bordon 

Nato nel 1963 a Rovigo, sposato una figlia, si considera friulano a tutti gli effetti avendo vissuto a Udine per la maggior parte della sua esistenza. Laureato in Giurisprudenza, da maggio 2016 è stato direttore generale dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento. Precedentemente (gennaio 2015-maggio 2016) ha ricoperto l’incarico di direttore generale dell’Azienda per l’Assistenza Sanitaria numero 5 Friuli Occidentale di Pordenone e, da dicembre 2013 a fine 2014, dell’Azienda ospedaliera Santa Maria degli Angeli di Pordenone.
Ancor prima (2009-2013) aveva guidato l’Azienda per i Servizi Sanitari n. 5 Bassa Friulana di Palmanova. Del 1998 il suo primo incarico dirigenziale presso l’Azienda per i Servizi Sanitari n. 6 Friuli Occidentale di Pordenone, dove è stato responsabile del settore Economico finanziario. Numerosi gli incarichi di vertice ricoperti in ambito di programmazione, controllo di gestione e amministrazione, tra i quali quello (nel 2004) di direttore amministrativo dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Udine e nel 2007, di amministratore Unico del Centro Servizi Condivisi del Friuli Venezia Giulia, designato dalla Regione.

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