Nuovo Dpcm e scuola, i presidi: "In classe alle nove? Difficile fuori città"

Il provveditorato passa al setaccio le modifiche introdotte con il nuovo provvedimento: saranno entilocali e Ausl a segnalare il bisogno di ricorrere a nuove misure più stringenti

Per la didattica a distanza le scuole dell'Emilia-Romagna si sono attrezzate e preparate da tempo (era già stato impostato un equilibrio che prevedeva due giorni di lezioni da remoto), quello che cambia con il nuovo dpcm è semmai la possibilità di diversificare le entrate degli studenti (alle 9) e qui la cosa si fa più complessa.

L'avviso è dei presidi dell'Emilia-Romagna: "Non è compito della scuola organizzare i al meglio i servizi di trasporto, e quindi la mobilità, per fare in modo che gli studenti arrivino a scuola in tempi differenti", ma se questo è "possibile nelle grandi città", è più difficile nei centri di provincia più piccoli "dove i trasporti sono limitati a certi orari".

Ecco, lì "la questione diventa piuttosto complicata", avverte ad Ariapulita su 7Gold, Lamberto Montanari, presidente regionale dell'associazione dei dirigenti scolastici. Che ci tiene anche a richiamare l'attenzione su altre due questioni.

La prima: "La didattica a distanza non può essere l'unica scelta, dev'essere garantita la didattica in presenza" e questo "non non solo lo auspichiamo, ma lo pretendiamo: la didattica in presenza è fondamentale".

Inoltre, detto che le "scuole sono abbastanza sicure, quello che chiediamo è maggiore precisione e maggiore rigore di tutte le Istituzioni a mettere a punto le comunicazioni da dare a famiglie, studenti e insegnanti da parte ad esempio della sanità; non è la scuola che può comunicare i casi critici legati alle infezioni; non può essere la scuola a risolvere i problemi sanitari", sottolinea Montanari.

Intanto il provveditorato ha emesso una circolare dove si analizzano punto per punto le modifiche introdotte con il nuovo Dpcm. Il testo richiama una vera e propria parafrasi, con tanto di colonna a fianco per i commenti. Il succo delle modifiche, interpretate dall'ufficio scolatico regionale, fanno intendere che il ricorso a più didattica a distanza e agli ingressi dopo le nove dovrà essere messo a punto autonomamente da ogni istituto, ma solo dopo che Regione e Ausl ne dichiarino la necessità. (Dire)

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