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Cronaca Reno / Via Giovanni Domenico Cassini

"Piove dentro le classi, no all'alternanza scuola-lavoro": occupate anche le Belluzzi-Fioravanti

Dopo il Fermi, altra occupazione in città: gli studenti denunciano i buchi nei tetti e la mancanza di prospettive

Due gli istituti scolastici bloccati alla ripresa della settimana. Oltre al liceo Fermi, nuova occupazione questa mattina anche alle Belluzzi - Fioravanti, in via Cassini, nel quartiere Barca, verso quella che sarà un'altra giornata difficile per la scuola, con lo sciopero del 25 marzo. 

In prima istanza, si denuncia "la situazione in cui versa la nostra scuola: ci sono buchi nei tetti che fanno piovere dentro; mancano moltissimi macchinari e laddove sono presenti,oltre ad essere mal funzionanti e vecchi, molto spesso rischiano di essere bagnati in quanto piove all'interno della struttura scolastica. Questa situazione ci rende impossibile imparare nei laboratori" scrivono gli studenti del colletivo Osa Bologna in una nota. 

Disaccordo anche sugli stanziamenti dei fondi del PNRR che non verrebbero "direttamente incontro alle reali necessità degli studenti, ma seguono una precisa linea politica, ormai cominciata da più di 30 anni, di asservimento della scuola pubblica agli interessi privati, trasformando le singole scuole in vere e proprie 'aziende' in competizione tra loro" e "l'esempio più lampante di questo processo è l'alternanza scuola-lavolo. Siamo indignati idal sistema  del PCTO (alternanza scuola lavoro - ndr), un vero proprio modello di pedagogia dello sfruttamento che ci manda in azienda senza alcun tipo di tutela, contratto e protezione, e ci uccide come è successo con Lorenzo e Giuseppe, due studenti morti in stage alternanza scuola-lavoro".

Nell'esprimere inoltre la solidarietà a "tutti gli studenti che negli ultimi mesi si sono mobilitati in tutta Italia, dal Rossellini di Roma alle rosa Luxemburg di Bologna, passando per Torino, Firenze, Milano, ecc. - secondo quelli delle Belluzzi Fioravanti "la risposta dello stato quando proviamo ad alzare la testa e pretendere i nostri diritti non è ascolto ma repressione, come abbiamo visto con lo sgombero al Ripetta,la violenza al Petrocchi di Pistoia e le cariche contro le manifestazioni della lupa a Roma: per questo è necessario continuare a occupare, come stiamo facendo". 

Si dicono quindi "stanchi di questa scuola che non ci da nessuna prospettiva ma ci schiaccia, con una condizione di strutture e laboratori inadeguata e con un assurdo sistema per non farci fumare all'intervallo, conformandosi per gli studenti come una vera e propria gabbia: a cominciare dal Belluzzi-Fioravanti occupato,questo modello di scuola non può essere riformato, questa scuola ha bisogno di una rivoluzione". 

Quelle di questa mattina, seguno le occupazioni degli utlimi mesi del Majorana di San Lazzaro, Minghetti, del Laura Bassi e del Copernico

(Foto FB Osa Bologna)

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