Cronaca

La festa senza cellulari fa il bis: 'Bandire telefoni e social poteva essere un flop'

"Il funzionamento è semplicissimo: all'ingresso invitiamo gli ospiti a mettere il loro telefono in una busta oscurata. Poi occorre conoscere il party al di fuori dei social perché non c'è nessun evento Facebook"

La consegna del cellulare

Lanciare un "segnale forte": è così che dalla noia si è passati all'idea di un party che punta su quella che per molti è una grande rinuncia. Andreste a una festa per la quale vi viene chiesto all'ingresso di lasciare fuori  I-Phone e smartphone? 

Evidentemente sì, visto che il primo party "off" (quale nome più adatto, se non '"spento") organizzato in città qualche settimana fa, ha riscosso un grande successo, tanto da essere ripetuto anche il prossimo weekend. "E' una festa alla vecchia, quando bastava la musica a riempire i vuoti, e la testa era china solo verso la pista - spiegano gli organizzatori  Andrea Giotti, Chicco Nanni, Luca Trevisi e Micaela Zanni - E quando non c'erano gli eventi facebook a determinare prima del tempo il successo o l'insuccesso di una festa, a dettare le sorti della partecipazione. Nostalgia? Un po'. Ma non vogliamo affatto tornare indietro: solo provare a cambiare le regole del gioco per vedere l'effetto che fa".

Ma visto che di curiosità in effetti ne suscita, prima di vivere la festa da vicino, abbiamo voluto fare qualche domanda a Chicco Nanni. 

Da chi, quando e come nasce l'idea di OFF?

"Off nasce per caso dall’incontro - o meglio il re-incontro - di quattro antesignani annoiati. Ognuno, nel suo percorso, sentiva forte il bisogno di mescolare un po’ le carte, era alla ricerca di uno stimolo per poter ritrovare il senso del divertimento. Dopo una chiacchierata abbiamo deciso di accogliere una proposta molto forte di Chicco Nanni che rappresenta un grande punto di svolta nel panorama, scommettendo sul “tutto per tutto”. La scelta di organizzare una serata mettendo al bando i telefoni e i social poteva essere un grande fallimento oppure piacere. Volevamo comunque lanciare un segnale “forte”.

Pare che la prima serata bolognese abbia suscitato curiosità e riscosso successo: è andata così?

"Sembra sia piaciuta, nessuno dei partecipanti sembrava patire la mancanza del telefono, anzi, per molti era una liberazione, ed è stato molto divertente anche cercare l’evento su canali diversi e molto meno scontati. L’atmosfera della festa era genuina, tutti erano semplicemente interessati a divertirsi e a ballare, magari sudando anche un po’ di più, ma con la certezza di non finire su un Facebook con l’alone sotto l’ascella!"    

Ci spiegate esattamente come funziona?

"Il funzionamento è semplicissimo: all’ingresso invitiamo gli ospiti a mettere il loro telefono all’interno di una busta oscurata. Poi occorre conoscere il party al di fuori dei social (perché non c’è nessun evento Facebook), sapere che la serata è a numero chiuso, esclusivamente su invito. E non farsi cogliere a fare foto o mandare messaggi, pena l’allontanamento dal locale - speriamo di non doverlo mai fare. Per ovviare al problema di conoscere l’ora abbiamo messo un orologio da muro bello grande, così non ci sono scuse…"

Quale il target? Età in primis...

"Non abbiamo un target specifico e non c’è età. Alla prima si passava tranquillamente dai 18 oltre 50. Chiediamo a chi voglia venire alla nostra festa solo una gran voglia di ballare".

In che cosa ci si guadagna a lasciare il proprio smartphone all’ingresso?

"Abbiamo la presunzione di credere che si guadagna serenità, e tutto il resto vien da sé".

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