Dopo comune e sindaco, anche i militari reagiscono all'odio in rete: offese su Facebook, donna denunciata

L'indagine è scaturita da una telefonata

Dopo la 'battaglia di civiltà vs gli heaters' avviata dal Comune di Bologna, le denuncie del sindaco Virginio Merola contro chi - dietro una tastiera- vomita frasi "che colpiscono la dignità", e l'offensiva dello stesso presidente della Repubblica, Sergio Mattarella , versus certi 'leoni da tastiera', anche i militari reagiscono all'odio spruzzato in rete da qualcuno.

Così di diffamazione via social network all'indirizzo dei carabinieri dovrà rispondere una donna bolognese sulla quarantina, denunciata l'altro giorno dai militari della stazione San Ruffillo. 

Una telefonata e l'odio in rete

Da quanto si apprende, gli investigatori, a conclusione di accertamenti avviati sul caso, hanno deferito  in stato di libertà per diffamazione a mezzi stampa la signora che - secondo i carabinieri - avrebbe "in più occasioni pubblicato sul proprio profilo Facebook frasi diffamatorie nei confronti dei militari del 5° reggimento cc Emilia Romagna".

L'indagine è scaturita a seguito di una telefonata giunta al comando di quel reparto durante la quale - aggiungono gli investigatori - la donna avrebbe proferito frasi ingiuriose nei confronti dell'interlocutore e , in generale, verso tutti i militari che prestano servizio in quella caserma.

"Odiare ti costa"

Una campagna contro l'odio in rete era stata lanciata poco meno di un anno fa proprio da uno Studio Legale bolognese   e dalla casa editrice e scuola di filisofia Tlon. Con lo slogan #Odiareticosta l'avvocata Cathy La Torre, lei stessa destinataria di numerosi messaggi offensivi e minatori, spiega che i commenti d'odio verranno citati in giudizio e gli autori pagheranno di tasca propria.

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